«Ho temuto per i miei clienti Hera? Vicino di casa scomodo»
«Hera? Un vicino di casa scomodo».
Claudio Rimini si addentra nell’ampio giardino del suo agriturismo, La Volpe Rossa, per mostrare il filtro di rilevamento installato da Arpae domenica sera. Dagli anni ’80 vive in via Caruso, dove ha avviato la sua attività e dove convive con la discarica: «Quando è scoppiato l’incendio non ero qui, sono arrivato poco dopo e mi sono subito preoccupato per gli ospiti dell’agriturismo: c’era un gruppo francese di una decina di persone con anche dei bambini più coloro che alloggiano qui per motivi di lavoro. Arpae ci ha tranquillizzato, dicendo che non c’erano pericoli per la salute visto che la colonna di fumo era spinta verso l’alto; certo c’è la preoccupazione che nelle prossime ore cambino le condizioni meteo e la situazione peggiori. Ma io mi fido dei tecnici». Di altri no: «Non mi fido dei “personaggi” di Hera. Storicamente ci sono sempre stati dirigenti in gamba, ora invece c’è poca credibilità. Ho un rapporto di vicinato con Hera faticoso e difficile. L’incidente di domenica può accadere; è qualcosa di imprevedibile. Per altri atteggiamenti, invece, Hera è responsabile. Utilizzano via Caruso come fosse di loro proprietà: qui la mattina c’è una fila di camion continua, con tutti i motori accesi. Poi ci sono problematiche anche ambientali: nelle campagne qua attorno è pieno di rifiuti di plastica di piccole dimensioni che vengono dispersi durante le operazioni di smistamento». —
GIB
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