Gazzetta di Modena

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L’EFFETTO PRIMARIE 

Zingaretti ri-avvicina Pd e Mdp Trande:«Superato il renzismo»

Luca Gardinale
Zingaretti ri-avvicina Pd e Mdp Trande:«Superato il renzismo»

I democratici esultano per l’affluenza e la vittoria del governatore del Lazio Richetti invita a non dimenticare l’ex-leader: «Non perdere per strada nessuno»

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Qualcuno, preso dall’entusiasmo “gonfiato” dai social network, azzarda addirittura che Modena sia la provincia in cui si è votato di più. Il che ovviamente non è vero, anche se nel sorrisone generale sfoderato ieri dal Pd, i dirigenti locali hanno qualche motivo in più per rasserenarsi dopo un periodo piuttosto buio: l’affluenza provinciale è di poco inferiore rispetto a quella di due anni fa, e quella comunale (30 voti in meno del 2017) è la migliore di tutta la provincia. Giorno di festa in casa dem all’indomani delle primarie che, con un’affluenza andata oltre le aspettative in tutta Italia, hanno eletto il nuovo segretario, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Per quanto riguarda la nostra provincia, dunque, sono stati 31.238 i modenesi (contro i 36.120 del 2017) che hanno votato in uno dei 95 seggi del territorio: 30.974 i voti validi, 167 le schede bianche e 97 quelle nulle.

Nicola Zingaretti ha raccolto 22.120 voti, pari al 71,41 % dei consensi (circa il 3% in più del dato nazionale), Maurizio Martina 5.319 voti, pari al 17,17 %, e Roberto Giachetti 3.535 voti, pari al 11,41%. Numeri che fanno esultare il segretario provinciale Davide Fava: «È stata una gran bella giornata, anzi un gran bel week end - commenta - sabato la grande manifestazione di Milano, domenica questa bella pagina di democrazia. Nel modenese abbiamo confermato le presenze del 2017, dimostrando che c’è una comunità che non si arrende alle paure predicate dai nuovi populismi. Zingaretti è il nuovo segretario del Pd, a pieno titolo, con piena operatività: ora sta alla nuova classe dirigente definire quell’azione - chiude Fava - anzi vorrei dire “costruire quel sogno”, che migliaia di persone recandosi ai gazebo attendono». Molto soddisfatto anche il segretario cittadino Andrea Bortolamasi, che si dice «orgoglioso e commosso dalla maglia che ho sempre indossato per valori, per passione. Oggi non ha vinto un candidato, ha vinto la comunità del Pd, la sua voglia di ripartire, ha vinto chi vuole costruire un’alternativa a questa destra scellerata e all’improvvisazione del M5S».

Per quanto riguarda la mozione Martina-Richetti, che a Modena non è andata oltre il dato nazionale, il senatore modenese invita i vincitori a evitare “vendette” contro i renziani: «Guai a perdere per strada qualcuno, tanto più chi ha guidato sia il partito sia il governo negli ultimi anni - spiega - questa tornata delle primarie ha segnato innanzitutto una diffusa voglia di ripartire, forse anche con una rottura rispetto alla gestione del partito da cui veniamo. Domenica abbiamo chiuso la stagione in cui ci misuriamo sulla base della distanza da Renzi e dal renzismo, ma guai a perdere per strada qualcuno». E mentre il Pd festeggia, a commentare i numeri delle primarie è anche Paolo Trande, ex capogruppo dem, oggi segretario degli alleati di Mdp (che domani incontreranno il sindaco Muzzarelli per cercare un’intesa per le amministrative): «Pur non condividendo il metodo di elezione di un segretario di partito con elezioni aperte a tutti - spiega - quello che è avvenuto domenica è sicuramente un fatto democratico rilevante. Ma non solo domenica: nello spazio di meno di un mese, con la piazza del 9 febbraio dello sciopero unitario dei sindacati, con la manifestazione antirazzista di Milano, e quindi con la cospicua partecipazione alle primarie del Pd, un popolo ha detto che vuole partecipare, che vuole essere protagonista nell’opposizione a questo governo. È importante per un Paese in recessione e in deriva illiberale - incalza Trande - è importante perché, anche con l’elezione di Nicola Zingaretti, indica, chiede di trasformare l’opposizione in alternativa che faccia perno su un nuovo centrosinistra. Domenica, a urne chiuse e al buio del risultato, avevo sperato che vincesse il candidato sulla carta più propenso ad aiutare la ricostruzione del campo della sinistra e che il Pd superasse definitivamente il renzismo: mi pare che questo sia avvenuto. Ha vinto l’unico candidato che ha pronunciato la frase “negli ultimi anni abbiamo fatto degli errori”. Non è tutto per ricostruire - fa notare il segretario Mdo - ma non è poco, per chi dice da tempo che bisognava ripartire da una revisione analitica critica delle scelte più divisive degli ultimi anni. I problemi a sinistra non sono superati, ma la sensazione che abbiamo, a sinistra del Pd, è che si possa aprire una stagione nuova, fatta di confronto e collaborazione, a partire dalle amministrative dove abbiamo la missione morale, prima che politica, di fermare la destra, provando a costruire una proposta politica che dia una risposta anche ai tanti elettori dei 5 stelle, che provengono da sinistra e oggi soffrono nel vedersi cannibalizzati dalla Lega». —



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