Il progetto complanarina alternativa alla Vignolese I cantieri al via nel 2021
Presentata in commissione l’opera da 50 milioni, sarà realizzata da Autostrade. Critico Andrea Galli (Fi): «Solo due corsie, la montagna ha partorito un topolino»
Tiene botta nonostante la febbre e chiude citando Rossella O’Hara: «Domani è un altro giorno», che vuol dire che dal ministero ci si può aspettare di tutto, anche se la volontà è quella di avere l’opera pronta per il 2023. Un Gian Carlo Muzzarelli un po’ convalescente - ma galvanizzato dalle buone notizie arrivate domenica dalle primarie Pd - si è presentato ieri pomeriggio in commissione Seta per annunciare la fase decisiva dell’iter di uno dei progetti più attesi degli ultimi anni, ovvero la Complanarina, il prolungamento della tangenziale che collegherà la zona di Cantone di Mugnano al casello autostradale di Modena sud.
Un percorso di circa sei chilometri - poco più di cinque effettivi, più gli svincoli - realizzato per lo più in adiacenza all’Autostrada del Sole, che collegherà dunque la tangenziale con il casello a San Donnino, contribuendo ad alleggerire il traffico sulla Vignolese e su via Gherbella. Un progetto che, come ha ricordato il primo cittadino, è partito nel 2002, per arrivare l’anno scorso al via libera definitivo con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto del presidente della Repubblica che confermava il pronunciamento del Consiglio dei ministri sulla realizzazione dell’opera. Il prossimo passaggio previsto è quello che porterà Autostrade per l’Italia - che finanzierà interamente i lavori, del valore di circa 50 milioni, come compensazione per la realizzazione della terza corsia sulla A1 - a presentare entro l’estate il progetto esecutivo al ministero delle Infrastrutture. Quindi, se da Roma arriverà l’ok - e qui entra in gioco il “domani è un altro giorno” di Gian Carlo-O’Hara… - dopo l’approvazione sarà possibile avviare la gara d’appalto: considerando che per la gara servirà circa un anno e per i lavori altri due, l’obiettivo è quello di partire nel 2021 con i cantieri per avere la Complanarina pronta nel 2023. Nella fase di progettazione esecutiva, Autostrade per l’Italia ha tenuto conto delle richieste avanzate dagli enti locali: in particolare, il sindaco ha sottolineato la soluzione individuata per la località di Paganine, con una variante a ovest dell’abitato, raccordata alla viabilità esistente con una rotatoria, e la realizzazione di un nuovo parcheggio su strada Paganine. Per quanto riguarda la questione che negli anni scorsi è stata al centro del dibattito, ovvero l’utilizzo di una piccola porzione del terreno di villa Lonardi a La Busa, il primo cittadino ha fatto notare che «parliamo di 886 metri quadrati su un’area vincolata di 47mila metri», anche se il consigliere di “Volta pagina” Marco Chincarini ha fatto notare che «sarebbe stato meglio individuare soluzioni diverse». Piuttosto critico anche il capogruppo di Forza Italia Andrea Galli, perplesso per il fatto che il nuovo tratto stradale avrà solo due corsie, una per senso di marcia: «Mi sembra un po’ poco - ha fatto notare Galli - anzi, direi proprio che dopo vent’anni la montagna potesse partorire qualcosa di più che questo topolino…». Tornando al progetto, nel tratto di raccordo con la Vignolese, per una migliore sicurezza stradale, è stato inserito un cordolo di mezzeria invalicabile per garantire manovre solo verso destra e aprire alla possibilità di nuovi accessi per gli eventuali sviluppi produttivi dell'area. In commissione è stato ricordato anche il ruolo strategico dell’opera sia a livello locale sia per il complesso e articolato quadro trasportistico dell’alta pianura modenese: dall’interconnessione diretta tra il sistema tangenziale e l’autostrada allo spostamento dalla zona urbana della maggior parte del traffico dei mezzi pesanti, fino all’alleggerimento di alcuni tratti critici della viabilità locale caratterizzati oggi da frequenti rallentamenti e code, oltre che da problematicità sotto il profilo della sicurezza stradale. La realizzazione della nuova infrastruttura a parere dei tecnici consentirà anche di drenare numerosi spostamenti provenienti dal quadrante nordorientale dell’alta pianura modenese, secondo una pluralità di direttrici locali, aumentando la permeabilità e la facilità di accesso alla rete viaria principale, mentre offrirà un contributo alla razionalizzazione e fluidificazione degli spostamenti evitando o riducendo code e rallentamenti, con significativi miglioramenti in relazione all’inquinamento ambientale. —
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