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il Rogo di via caruso 

Incendio spento, oggi da Arpae arriva il verdetto sulla nube

Stefano Totaro
Incendio spento, oggi da Arpae arriva il verdetto sulla nube

Prelevati i campioni:le analisi chiariranno la presenza o meno di diossina Avviato l’abbattimento del capannone. La Forestale sta analizzando i filmati

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Oggi potremo sapere se abbiamo respirato diossina in questo fine settimana. Arpae ha potuto prelevare i campioni necessari alle analisi specifiche e gli esperti si metteranno al lavoro: dai laboratori già oggi ( o al massimo domani mattina) arriverà il responso sulla nube tossica di via Caruso protagonista di queste giornate. Arpae ha avuto via libera, come del resto l’hanno avuta da ieri i militari della Forestale al fine delle loro indagini, perché l’incendio al capannone è stato praticamente domato.

Anche gli ultimi piccoli focolai, in tempi più rapidi di quelli previsti dagli stessi vigili del fuoco, sono stati circoscritti e pressoché domati. Questa accelerazione ha favorito, come accennato, tre nuove situazioni. La prima che i vigili del fuoco hanno iniziato l'abbattimento del capannone metallico: l’imponente struttura metallica, per colpa del calore, è stata irrimediabilmente compromessa. Lo smantellamento della struttura e quindi la liberazione dell’area di stoccaggio dei rifiuti ingombranti andati in fiamme ha permesso il completo utilizzo degli appositi mezzi meccanici fatti arrivare da Piacenza dal comando modenese: smassatori ed escavatori che hanno subito iniziato il necessario sgombero delle macerie e della massa bruciata al fine della bonifica generale dell’area. Conseguenza di ciò, e siamo alla seconda nuova situazione, i carabinieri della guardia forestale hanno finalmente una situazione non più d'emergenza (fiamme e spegnimento) ma una “scena del delitto” libera. Possono quindi procedere con indagini e accertamenti direttamente sul posto. L’indagine è comunque ancora nella fase degli accertamenti e nessuna ipotesi, compresa quella del dolo, viene scartata. Sono al vaglio i filmati delle telecamere che hanno immortalato le fasi dell’incendio di domenica pomeriggio. Alcune immagini, come abbiamo scritto nell'edizione di ieri, evidenziano la presenza di qualcuno, di un uomo in quei paraggi. Va ricordato inoltre che il divampare delle fiamme è stato “annunciato” da due, tre forti esplosioni. Che cosa ha provocato questi botti? In quell’area ci sono rifiuti ingombranti, di legno per lo più. Una vetrinetta col vetro che esplode per il calore nato per una lenta combustione accidentale (ovvero una marmitta di un mezzo che scarica che provoca “la miccia” silente)? Una bomboletta spray finita erroneamente all'interno (sarebbe un rifiuto speciale). O qualcuno ha tirato bottiglie con liquido infiammabile che sono esplose? I militari visioneranno gli elenchi con la lista dei conferimenti, per cercare di sapere cosa vi fosse stoccato in quel capannone. La terza novità è quella relativa all’Arpae, che ha potuto entrare nell’area.

L’agenzia per l’ambiente regionale ha prelevato «i primi dispositivi di campionamento passivo per composti organici volatili e formaldeide, nonché il campione da sottoporre ad analisi per la ricerca di ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e diossine, che saranno inviati ai laboratori Arpae». I riscontri saranno disponibili presumibilmente a partire da oggi, recita il bollettino Arpae pubblicato on line. Il sopralluogo di Arpae, oltre a confermare che l'incendio sia stato spento, è stato utile anche per fare il quadro della situazione e per confermare che «le acque di spegnimento sono state tutte raccolte e isolate nel sistema fognario aziendale».

Per quanto riguarda i dati degli inquinanti gassosi (ossidi di azoto, monossido di carbonio) misurati in tutte le centraline della città, «non si sono rilevati superamenti dei valori limite orari e giornalieri nelle giornate dell’incendio».

Arpae parla anche dei venti e delle polveri Pm10: analizzando infatti la rosa dei venti del periodo del rogo, emerge che la direzione prevalente di provenienza è stata da ovest-nord-ovest, ponendo prevalentemente sottovento all’incendio l’area rurale posta a est del centro cittadino.

«In tale direzione non vi sono stazioni fisse di monitoraggio della qualità dell’aria - spiega Arpae - che però sono presenti a breve distanza dall’incendio in direzione ovest, in particolare la stazione di Tagliati posta ad una distanza di 1,8 km. Il giorno dell’incendio la concentrazione delle polveri Pm10 misurata a Tagliati è stata a pari a 54micron per metro cubo, uguale a quella del giorno prima, mentre lunedì il valore è sceso a 48 micron. I valori di questa stazione sono dunque rimasti stabili, così come quelli altre stazioni cittadine». —



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