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La Lega all’attacco sul servizio dell’accoglienza dei minori

S.L.
La Lega all’attacco sul servizio dell’accoglienza dei minori

Il Carroccio torna a contestare la Fondazione San Filippo Neri e altri enti no profit «In arrivo oltre 2 milioni di euro ma chi controlla la gestione?»

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La Lega Nord torna a mettere al centro dell’attenzione la Fondazione San Filippo Neri e altri enti no profit - Ceis, Csi, Caleidos - nell’ambito dell’accoglienza a Modena degli immigrati minori non accompagnati.

Il partito - in una nota - parla di “business per questi enti, in arrivo oltre 2 milioni di euro (da vari enti, ndr.), ma chi controlla il servizio?”. L’attacco si innesta nelle polemiche di alcuni mesi fa quando, dopo le dimissioni dell’ex presidente Mauro Tesauro in polemica con l’ex presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, l’attività dell’antico ente finì ai raggi X così come la gestione della direttrice Cristina Cavani.

«Da quando la direttrice della Fondazione San Filippo Neri Cavani, in maniera unilaterale, decise di ospitare presso gli spazi della sede di via Sant'Orsola un gruppo di giovani stranieri non accompagnati, la tranquilla vita del comparto non sarebbe stata più la stessa. - sottolinea la Lega - La Fondazione e il sindaco Muzzarelli, rispondendo ai puntuali attacchi della Lega negli scorsi mesi, hanno affermato che nel San Filippo Neri è tutto sotto controllo e che le entrate sono sempre in aumento. Senza spiegare come». La Lega continua: «Il segreto è ora facilmente svelato: come confermato dallo stesso Comune, per la gestione e l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati l'impegno di spesa previsto nel 2019 è di 400mila euro. Ma chi verifica e controlla l'operato degli educatori che seguono i minori stranieri? Nulla sembra cambiare, nonostante sulla Fondazione Neri pendano due esposti alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza. Ma per Comune, Regione (l’ente è titolare dell’albo cui è iscritta la Neri, ndr) e Provincia (nella cui galassia la fondazione, una ex proprietà diretta, gravita tutt’oggi, ndr) tutto va bene». Al centro ci sono appunto i minori stranieri: «Quando Cristina Cavani - terminano i leghisti - aveva libertà totale, la gestione dei minori stranieri causava gravissimi problemi di sicurezza, ma rimangono problemi legati alla reale condizione degli ospiti che spesso hanno rapporti con loro connazionali o addirittura con parenti già presenti sul territorio modenese. In alcuni casi questi ragazzi si fanno coinvolgere in attività illecite da loro connazionali presenti in città, pensiamo ad esempio a quello che accade al vicino parco Novi Sad con lo spaccio». —

S.L.

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