«Medicina, 30 posti in più per chi si iscrive a Modena»
Da 150 a 180 matricole se passa l’aumento del 20% degli studenti iscritti Più candidati ai test, in due anni da 794 a 963. «Servono più specialisti»
Una speranza in più per trenta aspiranti dottori. Ieri mattina il rettore dell’ateneo modenese, Angelo Andrisano, ha annunciato una novità allo studio per i prossimi test di Medicina.
«Prossimamente la Scuola di Medicina si farà portatrice di un’iniziativa per incrementare del 20% i posti disponibili», ha garantito Andrisano.
Tradotto in numeri, i 150 posti attuali indicati dal rettore salirebbero così a 180.
Tutti posti che non consentirebbero comunque la certezza per tutti gli iscritti (crolli di domande a parte) di accedere alla facoltà modenese.
Lo scorso anno, la percentuale di esclusione s’è attestata all’82,4%. Su 963 ex liceali che hanno affrontato il test d’ammissione ne sono passati solo 170, includendo in questo numero anche gli iscritti in Odontoiatria.
Negli ultimi anni, al contrario, i candidati sono aumentati: erano 794 nel 2016, sono saliti a 949 nel 2017, per toccare l’apice 963 lo scorso anno.
In ogni per il rettore Andrisano la disponibilità del nostro ateneo per aumentare di un quinto il numero dei posti per gli iscritti va comunque inteso come «un segnale di disponibilità».
Un segnale che avrà bisogno di fondi per diventare realtà.
Per Andrisano diventa dunque fondamentale «chiedere risorse proporzionali all’incremento degli studenti». Risorse che saranno destinate per «spazi, docenti, laboratori, reparti». Almeno nell’immediato, il rettore non giudica percorribile la rivoluzione prospettata nella vicina Ferrara.
Nella vicina città estense infatti il rettore di quell’università, Giorgio Zauli, ha proposto al ministero dell’Istruzione uno schema che prevede l’abolizione del test d’ingresso. La selezione è spostata in avanti con il superamento di tutti gli esami del primo semestre con una media non inferiore al 27 e il completamento di tutti i crediti formativi entro il 31 gennaio dell’anno accademico. La proposta ha portato Zauli in rotta di collisione con la posizione dominante nella Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), favorevole a mantenere il test.
Andrisano s’è schierato a fianco della Crui per un altro punto delicato legato a Medicina: le lauree specialistiche.
«L’ateneo è allineato con la proposta Crui, segnalando al ministero la possibilità di aumentare il numero delle borse di specialità – ha proseguito Andrisano – che rappresenta il vero “collo di bottiglia” rispetto ai laureati. Suggeriamo di recuperare una percentuale maggiore di laureati per impiegarli come specialisti. Già in quattro anni possono crescere quelli a disposizione se partiamo da quest’anno, come sembra essere nell’orientamento del governo». Questa è pure una risposta alla richiesta presentata corso dall’Ordine dei Medici di Modena, che prevede oltre 130 posti vacanti tra il 2021 e il 2023.
«Abbiamo un buon numero di colleghi laureati in Medicina – ha denunciato Mauro Zennaro, presidente dell’Ordine - ma che non sono riusciti ad accedere alle borse di studio: perdiamo tanti bravi medici perché magari vincono una borsa di studio all’estero o vanno a fare altro e comunque non rientrano nel Sistema Sanitario Nazionale. Del resto, sbloccare il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina non è certo la soluzione giusta: piuttosto, sarebbe necessario aumentare le borse di studio per sopperire a queste carenze di possibilità per chi va avanti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
