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il consorzio 

«Per la certificazione solo uve da 7 vitigni»

S.A.

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«Da noi i controlli si sono soffermati su nemmeno 18mila litri di aceto balsamico» afferma Giovanni Francia, presidente dell’Acetaia Dodi di Albinea, nel Reggiano. La maxi operazione partita da Foggia si è estesa anche qui. «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) sono venuti da noi i Nas per un’ispezione. Verranno fatte tutte le verifiche del caso. Anche se si tratta, ripeto, di una quantità molto bassa di prodotto, sequestrata soltanto in via precauzionale. Sottolineo, inoltre, che noi siamo parte lesa in questo procedimento. Ovviamente, non siamo noi gli indagati». Altrettanto sicuro dell’estraneità della propria azienda dalla prassi fraudolenta messa in atto dallo stabilimento foggiano è Cesare Mazzetti, presidente di Acetum, in questi giorni negli Stati Uniti per lavoro. E Mariangela Grosoli, presidente del Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena Igp sottolinea come il disciplinare preveda norme rigorose alle quali ci si deve strettamente attenere per potersi fregiare della certificazione. «Sono tanti gli adempimenti richiesti alle aziende - conferma Grosoli - Tra questi, il prodotto deve derivare da sette vitigni: Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni. Ci sono, inoltre, parametri e analisi di vario tipo».

S.A.

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