Sequestri di aceto da De Nigris e Acetum Il mosto non è conforme ai parametri Igp
Nell’azienda carpigiana bloccati 8 milioni di litri. L’indagine parte da un fornitore di Foggia. Le aziende: «Siamo parte lesa»
Spacciava mosto ricavato da uve da mensa, come proveniente dai vitigni indicati dal disciplinare Igp, gli unici da cui si può ricavare l’aceto balsamico. Ma è stata scoperta nel corso di una maxi operazione che ha toccato cinque regioni - oltre all’Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Campania, Lazio - e tre aziende tra il Modenese e il Reggiano alle quali veniva fornita l’uva da tavola trasformata in mosto in modo fraudolento: il Gruppo Acetifici Italiani Modena, della famiglia De Nigris, Acetum di Cavezzo e l’acetaia Dodi di Albinea.
È stato un maxiblitz quello diretto dalla Procura di Foggia e condotto dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Bari, insieme agli ispettori dell’Ispettorato centrale repressione frodi. L’operazione vede nel mirino uno stabilimento del foggiano che, grazie all’opera di aziende intermediarie e di trasporti, commercializzava migliaia di quintali di mosto, usando documenti di trasporto che attestavano falsamente la qualità del prodotto. Così come falsa era la provenienza del mosto da uve da vino Trebbiano e Sangiovese, idonee alla produzione di aceto balsamico di Modena. In realtà, come hanno verificato gli inquirenti, si trattava di mosto ricavato da uve da mensa. La contraffazione del prodotto veniva ultimata in un’azienda salentina che, a sua volta, praticava ulteriori operazioni di sofisticazione e lo rimetteva in commercio destinandolo alle acetaie di Modena e Reggio, estranee all’attività illecita. In tutto, sono stati sequestrati 91mila quintali di mosti e prodotti vinosi per un valore di 15 milioni di euro. Sono otto i milioni di litri che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti presso il Gruppo Acetifici Italiani con sede a Santa Croce.
Ieri mattina i carabinieri della Compagna di Carpi (in foto), guidati dal capitano Alessandro Iacovelli, hanno raggiunto lo stabilimento di via Fornaci insieme ai Nas di Parma.
Il blitz è durato alcune ore e l’azienda, che si dichiara parte lesa nell’ambito del procedimento, segue da vicino lo sviluppo delle indagini.
«Aimo Acetifici Italiani Modena ritiene doveroso confermare, come parte lesa, la più totale collaborazione con le forze dell’Ordine nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Foggia sulla frode per cui è indagata azienda pugliese sua fornitrice di mosto d’uva destinato alla produzione di aceto balsamico di Modena, frode di cui Aimo è una vittima assieme ad altre aziende del settore - afferma Armando de Nigris (nella foto in basso a destra), presidente Aimo - Siamo pronti ad agire per vie legali contro i colpevoli anche per il grave danno d’immagine riportato al prodotto simbolo della terra emiliana che Aimo ha sempre difeso e promosso anche a livello internazionale». conclude De Nigris. —
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