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il sottofondo finito sotto inchiesta 

Strade al veleno, i Comuni iniziano a muoversi

F.D.

I sei paesi della Bassa e Carpi si costituiranno parte civile al processo, Bomporto e Bastiglia valutano e Vignola attende

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Neppure quindici giorni all’udienza preliminare sull’inchiesta delle “strade al veleno” e i Comuni iniziano a prendere posizione. I primi ad attivarsi, una volta ricevuta la comunicazione da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, sono stati Mirandola e Medolla che, insieme a San Felice, hanno già deliberato di incaricare un avvocato per rappresentarli. Stessa strategia che utilizzeranno Finale, San Prospero e Cavezzo i quali si affideranno a Barbara Bellentani e Alessia Trenti dell’avvocatura provinciale con cui sono convenzionati. Ma per ora la parte più complessa è individuare i siti dove il potenziale materiale a rischio è stato utilizzato: a Medolla si parla di almeno 5 posti di cantieri privati, una decina a Finale e Mirandola. Ma nello scarno documento presentato dalla Dda non ci sono indirizzi esatti tanto che sarà necessario costituirsi parte civile per avere atti ben più approfonditi e dettagliati. Nel frattempo, come Area Nord, i Comuni hanno sollecitato Arpae provinciale ad effettuare alcuni riscontri, che sarebbe dovuti essere fatti un paio di anni fa quando i Forestali di Rovigo scrissero a tutti i Comuni interessati dell’ipotesi di smaltimento illecito di rifiuti sotto le nuove strade o platee di strutture private.«Più di così non possiamo fare - ammette un sindaco - Non sappiamo se c’è da bonificare, dove bonificare e come farlo. Da un punto di vista politico e di tutela dei nostri cittadini abbiamo fatto il massimo, ora attendiamo le carte dell’inchiesta per capire».

Tra coloro che si presenteranno il 20 marzo in tribunale ci saranno anche Formigine e il Comune di Carpi che proprio ieri ha deciso di proporsi come parte lesa al fine di individuare le zone potenzialmente a rischio e procedere con eventuale bonifica.

Un caso limite è invece rappresentato da Bomporto e Bastiglia. I due Comuni hanno infatti effettuato riscontri incrociati e retrodatati ma non risulta alcun lavoro pubblico effettuato con le aziende coinvolte nell’inchiesta. Sono state verificate tutte le fatture pagate e a questo punto sarà necessario ricostruire i cantieri seguiti da altri enti tra cui Provincia e Anas. Attende risoste analoghe - e fino a quel momento non sarà preso alcun provvedimento - anche Vignola, che ha incaricato l’avvocatura provinciale di accedere agli atti e capire se realmente in qualche sottofondo sia stato utilizzato del materiale irregolare. Solo a quel punto la Giunta deciderà il da farsi. —

F.D.

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