Cie e truffa allo Stato: dopo l’assegnazione esplosero i problemi
Scandalo Cie: ieri nel corso del processo è stata ricostruita la situazione caotica che si era creata intorno alla gestione del consorzio siracusano L’Oasi che ha portato all’imputazione per i tre responsabili individuati dalla Procura per la truffa aggravata ai danni dello Stato: l'avvocato Emanuele Midolo e i due dirigenti Marco Bianca, ex direttore a Modena, e Ettore Marzi, ex coordinatore, tutti difesi dall'avvocato Pier Luigi Spadafora (parte civile al processo è l’avvocato Gianpaolo Ronsisvalle per conto dell’Associazione Studi giuridici per l’immigrazione). Nel corso delle risposte date da due finanzieri e dal viceprefetto Mario Ventura è stata tratteggiata la difficile storia di questa aggiudicazione. Il Cie, il centro per gli “ospiti” stranieri irregolari chiudo nel 2015, non è stato un appalto gestito dall’ex prefetto ma dal Ministero dell’Interno che aveva individuato quattro consorzi già operanti nel settore dell’assistenza ai migranti. Tra questi c’era L’Oasi di Siracusa. Nel 2012 il Ministero li ha invitati, compresa la Misericordia presieduta dal dottor Daniele Giovanardi (che aveva gestito il Cie fino ad allora), a presentare un’offerta al ribasso. Se la Misericordia di Giovanardi aveva proposto 74 euro al giorno per “ospitare”, L’Oasi si è aggiudicata l’assegnazione con un’offerta con un ulteriore ribasso del 3% assetandosi a 29,10 euro per “ospite” al giorno. I problemi sono emersi da subito quando L’Oasi ha dovuto consegnare la documentazione alla Prefettura: alcune società consociate al consorzio vincitore non risultavano in regola e anche i documenti del Durc presentavano problemi di versamenti. Col passare del tempo si sono poi aggiunti altri gravi problemi legati alle forniture agli “ospiti”: per il cibo e per il kit di prima necessità (sapone eccetera) la gestione è diventata emergenziale e allo tesso tempo normale, come se il Cie avesse dovuto risolvere giorno per giorno le grane por le forniture. Intanto il conto corrente era perennemente in rosso e la Prefettura non pagava con regolarità. Prossima udienza in aprile. —
C.G.
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