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Grillini, i motivi dell’addio «Un errore il no alle alleanze»

Luca Gardinale
Grillini, i motivi dell’addio «Un errore il no alle alleanze»

Luca Fantoni, consigliere uscente, spiega la non ricandidatura e gli scenari futuri «Per stare con la Lega al ballottaggio niente diktat, si valuterà la scelta migliore»

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In realtà lo avevano già deciso da tempo: niente secondo giro, che è senza dubbio un peccato, ma in compenso resta molto più tempo per il lavoro e per la famiglia. E in ogni caso questo non significa che non ci saranno: con il passaggio del testimone, accompagneranno i nuovi arrivati e i loro primi passi in piazza Grande. Se la decisione dei cinque consiglieri comunali del Movimento cinque stelle di non ricandidarsi ha spiazzato molti colleghi - a partire da quelli del Pd, che li avrebbero “ripresi” volentieri - a illustrare una scelta fatta da tempo (e condivisa da tutto il gruppo) è Luca Fantoni.

Fantoni, il leader Di Maio ha appena dato il via libera alla possibilità di fare il terzo mandato: ci ripenserete almeno per il secondo?

«Assolutamente no: la nostra è una decisione presa da tempo e sulla quale ci siamo trovati tutti d’accordo. Semplicemente, quello di consigliere di opposizione è un secondo lavoro a tutti gli effetti, e portarlo avanti al meglio non è facile se non si vuole sacrificare il lavoro vero e proprio o la famiglia. Del resto, si può fare opposizione in due modi: o urlando ininterrottamente al “nemico”, oppure studiando e approfondendo i temi in maniera accurata, e noi abbiamo scelto la seconda strada. Non è stato facile, ma pensiamo di essere entrati nei temi centrali per la città molto più di altri, svolgendo un importante compito di informazione e di approfondimento per i cittadini. E ora la nostra scelta è quella di chi vuole riprendersi gli spazi della propria vita, anche se resta l’impegno per il Movimento e la volontà di affiancare chi entrerà in Consiglio dopo di noi».

Sulla decisione ha pesato il “no” di Roma alla possibilità di fare alleanze, peraltro destinato a diventare “sì” per le prossime tornate elettorali?

«No, perché la decisione di non ricandidarci era presa da mesi. Detto questo, senza dubbio avremmo fatto una scelta diversa sulle alleanze, perché riteniamo che condividere un percorso con una lista civica che ha dei valori in comune con noi sarebbe stato un valore aggiunto. Penso soprattutto a “Volta pagina”, perché con il consigliere Chincarini abbiamo condiviso diverse battaglie: tentare di far partire un percorso di convergenza, insomma, ci sembrava una cosa naturale, e di conseguenza ci è dispiaciuto dover interrompere subito il discorso».

A proposito di Roma, come state vivendo il periodo politicamente tormentato del Movimento?

«Senza dubbio un po’ di rabbia c’è, perché le divisioni rischiano di far passare in secondo piano le cose buone fatte per il Paese. Del resto, quando si è al governo vanno messi in conto sia le tensioni, sia un calo a livello di consenso. Sono però certo che sapremo riprenderci e torneremo a essere considerati per quello che siamo e soprattutto per quello che abbiamo fatto: penso al reddito di cittadinanza, ad esempio, che non è affatto riducibile a una serie di contributi a pioggia come qualcuno sta cercando di farli passare, ma è una importante misura sociale che punta al reindirizzamento al lavoro e che quando la misura sarà entrata a pieno regime si trasformerà in un volano economico molto importante per l’Italia».

In attesa che il Movimento si riprenda, come vivete il rapporto con la Lega?

«Sinceramente, io lo vivo come un rapporto che… destabilizza. Insomma, è innegabile che su certi temi, a partire da quelli dei diritti civili, molti di noi si trovino dalla parte opposta rispetto a loro, e di conseguenza in diversi momenti mi sono chiesto… cosa ci facciamo lì con loro: di certo sarebbe molto più semplice se potessimo ragionare e agire da soli, ma così non è stato».

A proposito di Lega, qualcuno a Modena ha visto la candidatura di Andrea Giordani, da sempre in prima linea sul fronte sicurezza, come un segnale preciso verso il Carroccio in vista del probabile ballottaggio.

«Posto che al ballottaggio puntiamo… ad andarci noi, questa è una voce che ha messo in giro il Pd: Andrea viene dall’esperienza dei quartieri, ed essendo un tema molto vicino a lui si è sempre occupato di viale Gramsci, ma la sicurezza non è solo questione della Lega. Detto questo, noi non abbiamo solo un candidato sindaco, ma un gruppo che sta alle spalle e che in caso di ballottaggio che non dovesse coinvolgerci deciderà come muoversi. Peraltro, sono certo che da Roma non arriveranno altre indicazioni, quindi nel caso ognuno deciderà qual è la scelta migliore». —



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