Gazzetta di Modena

Modena

fiorano 

I lavoratori di Ita Ceramica: «Chiarezza sul futuro aziendale»

Alfonso Scibona
I lavoratori di Ita Ceramica: «Chiarezza sul futuro aziendale»

Presidio dei dipendenti e dei sindacati dopo trasferimenti e licenziamenti dei 23 addetti dello stabilimento di Salvaterra. «Stiamo tornando “precari”»

2 MINUTI DI LETTURA







«La decisione della direzione aziendale di ITA ceramiche di fermare la produzione dello stabilimento di Salvaterra, trasferire i macchinari nel sito produttivo di Fiorano durante il periodo di ferie natalizie e comminare provvedimenti disciplinari e licenziamenti, sono la prova di mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori, delle loro famiglie e delle organizzazioni aziendali con il rischio di un ulteriore impoverimento del territorio». Inizia così la reprimenda che sindacati e dipendenti di ITA di Salvaterra, insieme davanti allo stabilimento di Fiorano, hanno inviato alla proprietà, tra l'altro cambiata negli ultimi tempi. «Vogliamo risposte certe e garanzie sul futuro di 23 dipendenti dello stabilimento reggiano – ha detto Daniele Belli, funzionario della Filcem Cgil di Scandiano, davanti ai cancelli di ITA Fiorano – ma anche della stessa azienda nel suo complesso. Le Rsu e la Filctem decideranno nelle prossime ore di tenere assemblee ed altre iniziative per informare i lavoratori e scongiurare i rischi sul futuro. Per scongiurare ulteriori effetti negativi ed impedire un “effetto domino” sull'intera realtà produttiva chiederemo presto la convocazione di un “tavolo di crisi regionale” nell'interesse di tutti i lavoratori del territorio dipendenti di questa azienda».

Dei 23 dipendenti dello stabilimento reggiano, chiuso da dicembre, alcuni sono stati licenziati, altri sospesi e solo alcuni trasferiti nella sede fioranese, dove comunque l'atmosfera non è delle migliori.

«Io lavoravo in smalteria a Salvaterra e sono stata trasferita a Fiorano – ha dichiarato ieri mattina Consiglia Merola, che era a manifestare solidarietà con alcuni dei dipendenti del sito reggiano davanti all'ITA di Fiorano – e manifesto grande preoccupazione per quello che è successo. In primis perchè si potrebbe trattare di un pericoloso precedente. Dopo oltre 20 anni di lavoro a Salvaterra, chi più chi meno, ci ritroviamo qui con un contratto di trasferta, nemmeno trasferimento ma “trasferta”. Dopo vent'anni di lavoro siamo, in pratica, tornati precari...».

Com'è l'atmosfera all'interno di questo stabilimento fioranese?

«Non malissimo ma nemmeno bellissima – spiega – anche perchè fino ad oggi non era chiaro che questa situazione interessa tutti, interesserà anche coloro che erano e sono ancora a lavorare a Fiorano. Tutto questo perchè l'ITA è una, non ci sono l'ITA di Salvaterra con problemi e lo stabilimento della stessa azienda di Fiorano senza: se si creano precedenti e situazioni di questo genere siamo coinvolti tutti, nessuno escluso». Adesso la parola passa a sindacati e politica, con il prossimo passo che riguarda l'attivazione del tavolo regionale, già richiesto informalmente nei giorni scorsi. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google