Incendio nella discarica Hera: la Procura indaga per dolo
Il procuratore Musti: «È un’ipotesi investigativa. Nessun problema per i cittadini» Arpae si prende un altro giorno prima di diffondere i risultati sulle analisi dell’aria
La Procura ha aperto un’inchiesta per incendio doloso a carico di ignoti in relazione per il rogo devastante scoppiato domenica scorsa in via Caruso, quando un capannone di Hera contenente rifiuti ingombranti provenienti dalle isole ecologiche è stato distrutto dalle fiamme.
L’ipotesi del dolo è per ora tale: il procuratore Lucia Musti ha infatti spiegato che qualora non emergessero prove che il fuoco sia stato appiccato apposta, l’accusa potrebbe ridimensionarsi.
Non è noto se gli investigatori del Corpo Forestale, sotto i carabinieri, abbiano raccolto qualche traccia che convalidi la possibilità di un rogo doloso.
Certo è che tra le immagini sottoposte a sequestro e ora analizzate dagli investigatori, le più importanti mostrano un mezzo a motore (non chiaramente identificabile, a quanto pare) con un uomo che scende e si aggira intorno al capannone nel pomeriggio di domenica, alcune ore prima del rogo. Le fiamme poi paiono propagarsi inizialmente dall’esterno. Ma sarà solo un’analisi tecnica accurata che tiene conto anche delle prospettive e delle angolazioni a dare conferme o smentite a quanto si coglie a prima vista.
Sempre il procuratore Musti ha poi rassicurato sul pericolo per la salute della cittadinanza per le particelle bruciate e disperse dal vento da domenica sera a oggi.
«Il fascicolo è assegnato al pm Katia Marino la quale - spiega il procuratore Lucia Musti - sta disponendo tutti gli accertamenti del caso, sia attraverso i carabinieri forestali di Bologna che attraverso l'Arpae. Accertamenti volti a ricostruire la dinamica dei fatti e l'accertamento di eventuali penali responsabilità».
Soprattutto il focus della Procura è rivolto alla salute dei cittadini. «Per cui - aggiunge il procuratore - noi stiamo verificando che per effetto di questo incendio non vi sia un danno per la salute dei cittadini. Nessun allarmismo. Stiamo lavorando anche per questo».
Intanto proseguono i rilevamenti di Arpae. L’agenzia regionale ambientale ieri ha fatto sapere che prendeva altre 24 ore per l’analisi della diossina e dell’Ipa intorno alla discarica di via Caruso: anziché diffonderli ieri sera, come annunciato, i risultati saranno resi noti oggi pomeriggio.
In laboratorio si stanno ancora studiando i primi dispositivi di campionamento passivo per composti organici volatili e formaldeide, nonché il campione da sottoporre ad analisi per la ricerca di IPA e Diossine prelevati non solo intorno alla discarica ma anche in vari punti del vicinato e in altri punti della città da Modena Nord ad Albareto.
Da un’analisi della rosa dei venti del periodo considerato dagli esperti ambientali, è emerso che la direzione prevalente di provenienza è stata da ovest-nord-ovest, ponendo prevalentemente sottovento all’incendio l’area rurale posta a est del centro cittadino.
In questa direzione non vi sono stazioni fisse di monitoraggio della qualità dell’aria. Arpae scrive sul suo sito: «Per quanto riguarda i dati degli inquinanti gassosi (ossidi di azoto, monossido di carbonio) misurati in tutte le centraline della città, non si sono rilevati superamenti dei valori limite orari e giornalieri nelle giornate dell’incendio». —
C.G.
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