Gazzetta di Modena

Modena

FANANO, FIUMALBO E MONTESE 

«La gestione della rete idrica deve restare ai nostri Comuni»

Daniele Montanari
«La gestione della rete idrica deve restare ai nostri Comuni»

I tre sindaci con il leghista Golinelli sono stati ricevuti al Ministero dell’Ambiente «Hanno capito la nostra preoccupazione e non cederemo il servizio ad Hera»

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Summit a Roma per i tre Comuni del modenese sopra i mille abitanti che ancora si tengono stretta la gestione dell'acqua senza cederla a Hera. Martedì i rappresentanti di Fanano (sindaco Stefano Muzzarelli), Fiumalbo (consigliere Gabriele Nizzi) e Montese (sindaco Luciano Mazza e assessore Anselmo Uguccioni) sono stati ricevuti al Ministero dell'Ambiente dallo staff del sottosegretario Vanni Gava e dal presidente della Commissione Ambiente grazie al tramite del deputato leghista mirandolese Guglielmo Golinelli.

Il nodo è sempre quello storico: mentre i Comuni sotto ai mille abitanti hanno tuttora facoltà di gestire il servizio idrico in economia diretta (vedi Riolunato), quelli sopra (ma inferiori ai 5mila) rientrano nella legge 164 del 2014 che aveva stabilito entro il 30 settembre 2015 l'obbligo di cedere la risorsa ad Atersir (l'agenzia regionale) e quindi al gestore unico Hera. I tre Comuni modenesi finora hanno resistito, facendo leva anche sul referendum per l'acqua pubblica del 2011 e poi sulla strada aperta dal Collegato ambientale approvato alla Camera a fine 2015, che sulla carta doveva aprire a una possibilità di deroga.

Ma poi si è rivelato di complessa applicazione. Spada di Damocle dell'obbligo di cedere tuttora pendente insomma, ancora di più per Fanano, che il 31 ottobre 2017 si è visto recapitare una lettera in cui Atersir formalmente comunicava il rigetto di qualsiasi istanza di gestione autonoma perché sulla carta l'acqua sarebbe affidata a Hera già dal 2006, ma nella realtà non lo è mai stata. Di qui la decisione, un anno fa, di fare ricorso al Tar, tuttora pendente. In questo calderone, i tre Comuni (assieme a quello parmense di Berceto), approfittando della discussione in atto nel Governo sull'acqua, sono andati giù a esporre le loro ragioni e chiedere una soluzione definitiva al problema.

«Ci hanno spiegato che molte parti d'Italia, anche al sud, hanno avanzato richieste come la nostra – sottolinea Mazza – e dal Ministero hanno convenuto sul fatto che per i piccoli Comuni montani bisogna trovare una soluzione, per quanto in un quadro normativo complesso. Vediamo cosa succede: da parte nostra, a Montese continuiamo una lotta che consideriamo anche di civiltà e democrazia, perché c'è stato anche un voto chiaro al referendum per l'acqua pubblica». «Abbiamo avuto attenzione e ringraziamo, adesso confidiamo in un seguito negli impegni presi, perché andare avanti in questa situazione è frustrante per tutti – commenta Muzzarelli – a Fanano abbiamo fatto investimenti importanti sulla rete idrica (solo negli ultimi mesi, due serbatoi realizzati a Trentino e uno a Canevare, più tutti gli altri lavori) con la chiara volontà di mantenerne la gestione, nel rispetto della legge e di tutti i requisiti di igiene». «Non abbiamo nessuna intenzione di cedere sull'acqua – sottolinea Nizzi – è stato un punto fermo di questi 5 anni amministrativi a Fiumalbo e continuerà ad esserlo se la lista di cui faccio parte otterrà la fiducia degli elettori a maggio. Grazie a Guglielmo per averci procurato questa occasione importante». —



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