Modenesi in fila sognando l’assegno Caf e Uffici postali reggono l’urto
La maggioranza sono persone rimaste senza occupazione Gli sportelli hanno predisposto i “piani di accoglienza”
Gli uffici postali e i Caf modenesi hanno (ben) retto il temuto primo giorno per la richiesta del reddito di cittadinanza che nonostante qualche fila e tempi di attesa più lunghi del solito non ha registrato grandi criticità. In città sono state centinaia le domande già presentate dagli aventi diritto che – in presenza di tutta la documentazione necessaria – hanno da subito optato per il canale preferenziale, ovvero gli uffici postali. Ma sono però di più i cittadini che hanno preferito prendere appuntamento ai Caf di fiducia che a partire dalla prossima settimana hanno in agenda già oltre cinquecento appuntamenti, oltre a quelli per soddisfare il boom di richieste per le dichiarazioni Isee arrivate nei giorni scorsi. Insomma, non c’è stato alcun uragano del primo giorno, ma l’allerta resta comunque alta poiché siamo in presenza di numeri importanti. Lo sanno molto bene Caf e Poste Italiane che si sono attrezzati per reggere bene l’urto. A Modena ieri mattina personale al gran completo in tutti gli uffici postali, in molti casi anche con con una sorta di pre-filtraggio all’ingresso in modo da appurare che chi prendesse il ticket per presentare la domanda avesse con sé tutta la documentazione necessaria: «Nel nostro ufficio abbiamo inoltrato all’Inps una decina di richieste, la procedura è stata abbastanza snella ed è durata al massimo un quarto d’ora anche perché gli utenti sono venuti con tutti i documenti possibili per non sbagliare – racconta una dipendente di uno degli uffici postali più importanti della città – In effetti ci aspettavamo più richieste e nove su dieci hanno riguardato cittadini stranieri». La campagna informativa messa in piedi in questi giorni per evitare criticità sembra – al momento – funzionare bene, la misura preventiva del calendario pro-forma in base alle iniziali del cognome pensata da Poste alla fine non è neppure servita, ma è anche vero che in tanti temendo l’assalto agli sportelli ieri si è tenuto bene alla larga dagli uffici postali. Situazione invece diversa nei principali Caf di Modena e provincia: anche ieri sono state centinaia le chiamate per fissare un appuntamento, i telefoni al Caf della Cisl mercoledì mattina non hanno mai smesso di suonare impegnando così il personale in un doppio lavoro tra sportello e cornetta. In tanti ieri si sono presentati in via Rainusso per chiedere personalmente un appuntamento: «Prima del mio turno ho atteso un centinaio di persone, ma va bene così, capiamo il momento – spiega la signora Augustina, 64 anni, rumena sfuggita regime di Ceausescu e residente in Italia da oltre 30 anni – Vivo con mio marito in una casa popolare con 450 euro al mese, spero di ottenere il reddito di cittadinanza perché con le mie condizioni fisiche non posso lavorare».
Dovrà presentarsi al Caf della Cisl venerdì 15 marzo, così come Stefania e Cristina, sorelle modenesi, rimaste senza lavoro da qualche mese e che si sentono più tranquille a presentare la domanda da chi ha sempre seguito tutte le loro pratiche di bonus e incentivi, anche a costo di aspettare qualche giorno in più. I Caf infatti si stanno dotando del software per inoltrare la domanda telematica all’Inps, i dipendenti si stanno alternando tra corsi di formazione e sportelli per soddisfare anche l’altra ondata di richieste che riguarda l’Isee, una delle condizioni necessarie (se inferiore a 9.360 euro) per accedere al reddito: «Siamo pronti e anticiperemo l’innesto di nuovo personale inizialmente previsto per le dichiarazione dei redditi», assicura Franco Saracino, responsabile Caf Cisl per Modena e Reggio Emilia. Insomma: non avrà piovuto. Ma si tengono ancora (ben) aperti gli ombrelli. —
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