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Silingardi contro i comitati «Dialogo difficile Forse vogliono la Lega»

L.G.

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Il sole che ride c’è ancora. Tutt’al più il verde è un po’ ingiallito, almeno negli adesivi rispolverati per le amministrative. Del resto, quello dei Verdi sarà il partito più vecchio tra quelli che correranno alle elezioni del 26 maggio. E a guidarlo sarà Paolo Silingardi, assessore all’Ambiente nella seconda metà degli anni ’90 e avversario di Gian Carlo Muzzarelli alle primarie del 2014. Ma se negli anni passati la sua “Modena attiva” è stata la spina nel fianco del Pd, oggi la convinzione è che il centrosinistra debba fare fronte comune nelle prime amministrative “contendibili” della storia. Così, dalla fattoria didattica “Accanto” di Albareto, i Verdi hanno posto le condizioni per un’alleanza ormai chiusa. Quattro le questioni in sospeso segnalate da Paolo Silingardi e Marco Sassi (assente l’assessore Alessandra Filippi): «Il primo punto è il “no” alla Bretella, che rischia di trasformare lo scalo merci nel “piazzale” del distretto, mentre il secondo riguarda il trasporto pubblico, per il quale pensiamo a un biglietto annuo che costi poco». Quindi, i rifiuti: «Insistere sull’incenerimento è assurdo, quindi noi proponiamo di chiuderlo entro dieci anni, quando l’ammortamento dell’opera sarà completato». E poi l’urbanistica: «Noi non avremmo realizzato le 550 case di Vaciglio - spiega Silingardi - ma al di là dei singoli interventi, oggi bisogna avviare un serio progetto di riqualificazione urbana». A proposito, qual è il rapporto tra l’ex leader di “Modena attiva” e i comitati come “Mobastacemento”? «In questo momento dialogare con loro è difficile - chiude Silingardi - perché mostrano sempre acredine nei confronti del Pd e del centrosinistra. Magari pensano di ottenere di più dalla Lega, ma sbagliano…». —

L.G.

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