Gazzetta di Modena

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la cerimonia  

Tre alberi per tre “giusti” piantati all’Itis Da Vinci

Valeria Cammarota

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Daniela Pompei, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i servizi ai migranti; Maria Quinto, organizzatrice di corridoi umanitari, Berta Caceras (1971- 2016), protettrice dei fiumi nell’America del Sud e Salvo D’Acquisto, il vice brigadiere dei carabinieri che nel 1943 salvò la vita a 22 persone: sono i quattro Giusti dell’Umanità in ricordo dei quali, ieri nell’area verde dell’Itis Da Vinci, alcune classi hanno piantato tre nuovi alberi. È stato scelto proprio il 6 marzo per la giornata dedicata a quanti, in coerenza con l’idea del Giardino dei Giusti ricavato presso il Museo di Yad Vashem a Gerusalemme, hanno sacrificato la propria vita nella lotta ai crimini e alle discriminazioni commessi contro l’umanità. Pompei, Quinto, Caceras e D’Acquisto hanno improntato la vita al rispetto della vita.

«La parola giusti deriva da iustus, a sua volta legata a ius, ovvero legge - ha spiegato il dirigente scolastico, professor Marcello Miselli - Per questo si usa dire che è giusto ciò che la legge impone e, tuttavia, non sempre questa coincide con la giustizia. Viene da chiedersi a volte fino a che punto sia doveroso rispettare la legge quando non sia giusta. Le persone che ricordiamo oggi, tra le altre, ci danno una risposta: fino al punto in cui questa garantisce il rispetto della vita». —

Valeria Cammarota

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