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Via Emilia: il Comune pronto a norme per evitare la prostituzione

Agata Patanè
Via Emilia: il Comune pronto a norme per evitare la prostituzione

Il sindaco Reggianini presenterà la proposta in Consiglio per emettere ordinanze che puniscono anche i clienti 

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Un tema delicato e sempre pronto a far discutere quello legato alla prostituzione, una realtà controversa che se da un lato tocca la libertà delle donne di disporre del proprio corpo tutelata dalla legge italiana, dall’altro lato entra in abissi fatti di sfruttamento, tratte, violenze e schiavitù. È questo il tema che è stato affrontato in un incontro organizzato da Libera in collaborazione con l’Unione Comuni di Sorbara, e in cui si è parlato di realtà nazionali e locali, con un occhio di riguardo per Castelfranco e Nonantola. Sono infatti intervenuti i sindaci dei due comuni, Reggianini e Nannetti, a portare uno sguardo su quelle che sono le situazioni evidenti legate alla prostituzione, il cui dato preciso non può essere definito data l’impossibilità di quantificare il sommerso, ovvero tutto quel mercato che si consuma nelle case, negli appartamenti.

Se difatti la vendita di prestazioni sessuali per libera scelta è garantita dallo stato italiano, spesso le donne che si offrono per le strade e nelle abitazioni del territorio non sono lì per libera scelta, ma perché sfruttate da un sistema di criminalità organizzata sostenuto anche da soggetti autoctoni, che predispongono le basi su cui trarre del lucro. Da qui la necessità di agire anche a livello normativo, un’azione che si fa più esigente a Castelfranco, luogo di maggior transito rispetto al vicino territorio nonantolano.

Intenzione del sindaco Stefano Reggianini sarebbe quella di proporre l’introduzione di strumenti di deterrenza all’interno del regolamento della Polizia Municipale, inserendo norme che vietino esplicitamente determinati comportamenti legati alla compra-vendita di prestazioni sessuali per le strade, volte a colpire sia chi offre che chi si ferma per richiedere o contrattare il servizio. La proposta verrà discussa in consiglio il prossimo aprile, dove verrà valutata questa possibilità atta soprattutto a fornire strumenti utili nel tempo e nello spazio per i controlli delle forze dell’ordine: la legislazione italiana, sul tema, permette infatti ai comuni di attuare delle ordinanze locali, limitate nel tempo e nello spazio, che andrebbero a colpire solo per qualche mese specifiche zone del paese.

Attraverso l’introduzione di norme specifiche nel regolamento della Polizia Municipale, invece, sarebbe possibile attuare un migliore controllo del fenomeno in maniera più ampia e continuativa. Il sindaco di Nonantola Federica Nannetti ha sottolineato in maniera particolare come «fenomeni di tale portata non possano essere discussi solo in sede amministrativa, ma debbano trovare un sostegno comunitario a livello culturale».

Ha parlato, nello specifico, delle difficoltà che si incontrano nell’introdurre queste tematiche nelle scuole, «luogo cardine dell’insegnamento e dell’educazione civica, dove dovrebbero essere forniti i primi strumenti di analisi e comprensione dei fenomeni sociali, anche quelli ancora considerati dei “tabù” come la prostituzione». —



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