Gazzetta di Modena

Modena

La storia. San Possidonio 

Marito violento, famiglia paga l’espulsione

Valentina Corsini
Marito violento, famiglia paga l’espulsione

Dopo reati e minacce a moglie e cittadini l’uomo portato a Malpensa da tre agenti e caricato sull’aereo per il Pakistan

3 MINUTI DI LETTURA







L’addio a San Possidonio lo ha dato nello stesso stile con cui si era fatto conoscere negli anni in cui ci ha vissuto: ubriacandosi.

Dopo reati e minacce continue, la moglie e i familiari hanno deciso che era tempo di scrivere la parola fine su questa brutta storia in cui loro erano vittime. Hanno pagato le spese per rimpatriare l’uomo che, di fatto, è stato espulso non solo dal paese della Bassa ma anche dall’Italia, con un volo che lo ha riportato in Pakistan.

Così Asif Riaz, 40enne rimpatriato - per ripetuti atti di violenza ed intemperanza, oltre i limiti - è salito sulla scala dell’aereo e salutato l’Italia.

IL CURRICULUM

Un curriculum con un vissuto di ubriachezza molesta che sfociava sempre in sceneggiate più o meno pittoresche e in una serie di multe e denunce penali... E in approcci a dir poco ambigui e sospetti con chiunque si trovasse a tiro.

Fino a quando non ha deciso di prendersela anche con la moglie. La donna, connazionale perfettamente inserita nella comunità e con un lavoro, aveva infatti deciso di separarsi dal consorte, allontanando da lui anche i due figli. È stato a questo punto che il 40enne si è scatenato non accettando la decisione della donna.

L’ARRESTO

Una notte di fine gennaio, dopo che la moglie si era rifugiata a San Possidonio a casa dei genitori e dei fratelli, Asif, accecato dalla rabbia, è andato a cercarla. L’ha trovata ed estraendo un coltello da cucina l’ha minacciata. Poi, non contento, ha scagliato alcuni vasi sopra le auto dei familiari della donna, danneggiandole. Finché a sedare le sue intemperanze, è intervenuta una pattuglia dei carabinieri di Medolla.

I militari lo hanno arrestato e portato in carcere.

Ma, quando è stato scarcerato ed è tornato in paese, Asif ha ripreso con la solita vita border line. Dando vita ad un febbraio impegnativo per la polizia municipale di San Possidonio che si è dovuta incaricare della brutta storia. Fino a quando, grazie all’intercessione dei familiari della moglie che hanno pagato le spese del volo aereo, si è deciso per il rimpatrio in Pakistan del 40enne.

LA RISSA AL CECK IN

A sobbarcarsi il trasferimento di Asif da San Possidonio all’aeroporto, sono stati il comandante della municipale, Claudio Rossi, il collega Franco Giolito e l’assistente civico Graziano Magnani. Sono loro che, in borghese, volontariamente e con un’auto non di servizio, hanno caricato il 40enne, in uno stato psicofisico ormai compromesso, per condurlo all’aeroporto Marconi. Qui, però, il volo per il Pakistan è stato soppresso all’ultimo. «L’unico disponibile restava quello in partenza in serata dall’aeroporto di Malpensa», spiegano i tre. Un viaggio da Bologna a Milano a dir poco inquietante, con Asif in stato di agitazione irrefrenabile.

«Anche a Malpensa si è fatto riconoscere - aggiungono gli... accompagnatori - Mentre era in fila al ceck in, ha provocato un connazionale provando a mettergli le mani addosso».

A sedare l’alterco lo stesso Rossi. Che ha incassato il plauso anche dalla polizia di frontiera. Alle 21,30 l’uomo è salito finalmente sull’aereo diretto prima in Oman e poi in Pakistan. Un biglietto e un volo di sola andata: con la riconsegna dei documenti di soggiorno non potrà fare ritorno in Italia. Dopo il decollo Rossi e colleghi sono potuti rientrare a San Possidonio, nel cuore della notte.

I RINGRAZIAMENTI

Il comandante della municipale, oltre ai complimenti dell’amministrazione comunale e del sindaco Rudi Accorsi, ha incassato anche quelli dei familiari della moglie del pakistano rimpatriato.

«Il suo contributo e la sua collaborazione sono stati molto preziosi per il nostro obiettivo - ha scritto la famiglia Ansar in una toccante lettera a Rossi - grazie a lei ci sentiamo contenti e tranquilli, quando prima eravamo in carcere in casa nostra e senza colpe. La ringraziamo dal profondo del cuore perché possiamo tornare ad una vita normale, senza preoccupazioni e paure. Le siamo riconoscenti a vita». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google