«Non ho potuto resistere Era lì che mi chiamava»
VIGNOLA. Tra coloro che proprio non hanno saputo resistere al richiamo digitale troviamo Elena, studentessa del 3° anno che racconta: «Ho resistito ventiquattro ore, poi quando sono tornata da scuola il secondo giorno l’ho aperta. Non ce la facevo più, mi chiamava, lo vedevo che era lì e non ce l’ho fatta. Proprioper il fatto di vederlo chiuso lì, non ce la potevo fare. L’esperienza mi ha fatto scoprire un altro mondo, altre cose a cui magari prima non volevo pensare perché il telefono mi teneva occupata la mente: l’assenza del cellulare ti rende in qualche modo obbligato a pensare, non hai più rifugi».
Un’analisi in qualche modo collegata è stata quella del suo compagno di classe Giovanbattista, che come l’amica ha incontrato difficoltà nel saper affrontare il tempo senza l’aiuto dello smartphone: «L’ho aperto dopo due ore, durante la lezione la prof stava interrogando, non sapevo cosa fare, volevo giocare e l’ho fatto. Un po’ ci sono rimasto male, ma alla fine non potevo più richiudere la busta».
Leggermente diverso il punto di vista di Daniel, che si considera in grado di gestire il telefono nonostante l’esito della sfida: «Io ho perso la sfida ma diciamo che sono abbastanza abituato a stare senza telefono. I miei genitori, infatti, quando faccio qualcosa che non va me lo ritirano e lì non c’è busta che tenga. Questa volta è andata così, non mi sono impegnato abbastanza, ma sono sicuro per esperienza di poter stare senza». —
A.P.
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