Rogo in discarica, diossine alle stelle per 18 ore
Il sindaco Muzzarelli ieri in consiglio comunale: «Valori maggiori rispetto ai limiti di riferimento suggeriti dall’Oms»
Un invito a evitare congetture, soprattutto da parte della politica, e ad aspettare lo sviluppo dell’indagine aperta dalla Procura. Cautele a parte, c’è anche un dato un po’ meno rassicurante: nelle ore successive all’incendio, i livelli di diossina rilevati hanno superato il range di riferimento suggerito dall’Oms. Sono gli elementi emersi ieri pomeriggio in Consiglio comunale, dove il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha fatto una comunicazione sull’incendio avvenuto domenica scorsa nell’area di trattamento rifiuti - attigua alla discarica, oggi chiusa - di Herambiente in via Caruso. Il primo cittadino ha fatto sapere che le emissioni registrate in questi giorni non hanno evidenziato finora elementi di particolare preoccupazione da parte di Arpae e dell’Azienda sanitaria, «ma il monitoraggio ambientale è tuttora in corso e proseguirà almeno fino alla giornata di venerdì (oggi) per rassicurare la popolazione». Per quanto riguarda i campionamenti, per ora hanno «mostrato concentrazioni generalmente contenute dei composti organici volatili e della formaldeide, con valori inferiori a quelli di riferimento definiti per l’esposizione della popolazione, senza evidenziare quindi incrementi significativi dovuti alle ricadute dell’incendio». Dati diversi, invece, per il monitoraggio delle diossine-furani, con «valori maggiori rispetto al range di riferimento suggerito dall’Oms nel primo periodo (tra le 23 della domenica e le 17 del lunedì), mentre nel secondo periodo (dalle 17 del lunedì alle 11 del martedì) sono rientrati nel range di riferimento, con i valori tipici del periodo invernale, rilevati nelle stazioni fisse della rete di monitoraggio». Il sindaco ha quindi precisato che l’Azienda sanitaria «ha valutato che il picco di diossina rilevato nel primo periodo, essendo riconducibile a un’esposizione di breve durata, rende improbabile che si verifichino effetti cronici nocivi sulla salute delle persone». Passando all’inchiesta aperta dalla Procura di Modena, Muzzarelli ha ricordato che «il fascicolo è per incendio doloso a carico di ignoti e per verificare, secondo le parole del procuratore Musti, che non vi sia danno per la salute dei cittadini e per accertare ogni altra responsabilità penale. Al momento però non ci sono elementi o informazioni per stabilire con certezza se si sia trattato di un atto di vandalismo, di una azione criminale o di un incidente fortuito. Ogni conclusione in un senso o nell’altro - ha ribadito il sindaco - è allo stato dei fatti, una semplice congettura, lungo la quale chi ricopre responsabilità pubbliche, o aspira a ricoprirle, non dovrebbe avventurarsi». Contestualmente, ha aggiunto Muzzarelli, sono state individuate sei postazioni per monitorare l’evoluzione delle ricadute dei fumi nei giorni successivi all’evento, in cui collocare i campionatori necessari al rilevamento dei composti organici volatili (benzene, toluene, etilbenzene, xileni) e formaldeide, generati dalla combustione dei materiali presenti nell’area interessata. —
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