Bologna, Legambiente: "Fermate bretelle e autostrade: più trasporto pubblico e ciclabili"
"Non nel nostro nome, sono altre le priorità", sostiene Legambiente Emilia-Romagna, che due settimane fa aveva scritto a istituzioni e parti sociali per chiedere di disertare la manifestazione.
BOLOGNA. Detta alla maniera anglosassone, suonerebbe così: "not in my name". E' questo lo spirito che ha animato la manifestazione dei movimenti ambientalisti sabato 9 marzo a Bologna, riuniti fuori dal palazzo dei congressi (50-60 persone circa) per contestare l'iniziativa a favore delle grandi opere in Emilia-Romagna promossa da Regione e Comune, insieme a enti locali, categorie economiche e sindacati.
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"Non nel nostro nome, sono altre le priorità", sostiene Legambiente Emilia-Romagna, che due settimane fa aveva scritto a istituzioni e parti sociali per chiedere di disertare la manifestazione. "Abbiamo solo due generazioni per salvare il pianeta dal cambiamento climatico- affermano gli ambientalisti- vogliamo che si sblocchino cantieri utili per il lavoro, ma anche per l'ambiente. Quelli di cui si parla oggi invece sono all'insegna del consumo di suolo e dell'inquinamento".
Legambiente preferirebbe vedere "le stesse istituzioni, assieme al governo, manifestare per un grande piano a favore del trasporto pubblico, dei treni e della mobilità ciclabile, opere utili anche per liberare la Pianura padana dalla sua cappa di smog".
Con l'iniziativa di oggi, insiste il presidente regionale di legambiente, Lorenzo Frattini, "si vuole lanciare al resto del paese il messaggio che per l'emilia-romagna le opere prioritarie sono le autostrade. E' profondamente sbagliato e anacronistico e noi siamo qui a dire che la direzione da prendere invece è un'altra".
Legambiene invita quindi tutti a partecipare alla manifestazione del prossimo 15 marzo, che sarà "il momento culminante dei 'fridays for future' contro i cambiamenti climatici, per cui tante persone si stanno già mobilitando, a cominciare dagli studenti".
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