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Colpo di scena, Maretti si ritira dalle elezioni

A.SE
Colpo di scena, Maretti si ritira dalle elezioni

Forza Italia non condivide la candidatura per il centrodestra. «Volevo un progetto unitario». Annullata la presentazione

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mirandola. Due giorni fa ha annunciato il suo programma quale candidato sindaco della Lega e di una lista di centrodestra, prenotando la sala presso l’Hotel Pico e convocando mezza Mirandola per l’avvio della campagna elettorale.

Ieri mattina, con un laconico messaggio, l’ingegner Mario Maretti ha fatto una clamorosa ritirata. Tanto che è stata chiusa la pagina sui social “Mario Maretti Sindaco. Mirandola al centro”. Al tempo stesso, sono scomparsi i volantini che annunciavano la presentazione.

Nel bel mezzo una sonante spaccatura tra il mentore di Maretti, il mirandolese onorevole Guglielmo Golinelli della Lega, e il consigliere comunale di Forza Italia Antonio Platis, che in stretta sintonia con l’altro onorevole Enrico Aimi sta conducendo la campagna elettorale e i reclutamenti nella Bassa per il partito.

VECCHIE RUGGINI

Che la situazione a Mirandola fosse “esplosiva” da tempo lo caratterizzano episodi locali che avevano già innescato malcelate fratture. A cominciare dalla fronda Marian Lugli- Antonella Mari, che avevano messo in minoranza Platis assegnando il ruolo di capogruppo locale al primo. Ad aggravare le divergenze poi le varie questioni, come quella dell’ospedale. E, da ultimo le plateali dimissioni della consigliera Antonella Mari che ha accusato i vertici provinciali del partito di averla sistematicamente ignorata.

Tanto che l’avvento di Maretti, un esterno, per alcuni avrebbe dovuto rappresentare il superamento delle incomprensioni. Tutt’altro.

FORZA ITALIA E AEMILIA

All’indomani della comparsa del nome di Maretti sulla scena, anche Platis è stato investito delle vicende che hanno riguardato le testimonianze al processo Aemilia di Maretti, per cui il boss Sarcone, nella sostanza, aveva lavorato bene nei cantieri mirandolesi che lui seguiva.

Una presunta “apertura di credito” che per Platis, più volte pungente sui comuni in relazione alla vicenda Aemilia ha considerato insuperabile. Maretti si era difeso spiegando le sue ragioni, e la sua testimonianza, ma nel frattempo Forza Italia aveva deciso di andare da sola. Una spaccatura che, sulla carta, potrebbe pesare in modo decisivo nella corsa al municipio e al governo di Mirandola.

«MANCA LA CONVERGENZA»

Risultato, Maretti non ne ha voluto più sapere: «Ho dato la disponibilità a candidarmi come esponente di un’ampia coalizione alternativa alla sinistra per un progetto di rinnovamento dell’amministrazione comunale. Mancando la piena convergenza sulla mia persona, ho deciso di rinunciare alla candidatura. Ringrazio i tanti amici che hanno supportato questa mia iniziativa», ha scritto in una nota.

Ribadendolo ulteriormente, a margine: «Maretti fa l’ingegnere, continuerà a fare l’ingegnere. Mi spiace per quello che è accaduto, ma se non c’è coesione , su persone e progetto, non ne vale la pena». E avanti un altro. —

A.SE

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