Gazzetta di Modena

Modena

SAN CESARIO 

Emiliana Rottami, dichiarato il fallimento dell’azienda

Stefano Turcato
Emiliana Rottami, dichiarato il fallimento dell’azienda

Il Tribunale aveva negato il concordato e non ha ravvisato le condizioni per concedere l’esercizio provvisorio: i 50 addetti perdono il posto di lavoro

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Il Tribunale di Modena, con un provvedimento di mercoledì 6 marzo, ha dichiarato il fallimento dell’azienda Emiliana Rottami, che ha sede a San Cesario.

Un’impresa nota anche per le polemiche in atto da anni per le accuse di inquinamento del territorio di San Cesario causato dalle polveri di vetro trattate nelle aree di via Verdi e via Bonvino.

L’azienda, fondata nel 1976 e sempre guidata dal 71enne Piero Goldoni, da oltre 40 anni si occupa del ritiro, dello stoccaggio, della lavorazione e riciclaggio dei rottami vetrosi: chi transita lungo l’A1 nella zona di San Cesario nota facilmente i grandi cumuli di vetro, alti una ventina di metri, che fiancheggiano la sede autostradale e le polveri che inevitabilmente si diffondono nelle aree circostanti sono da tempo nel mirino da parte di ambientalisti.

Nel corso degli anni si sono susseguite anche denunce nei confronti dell’azienda e la nascita di comitati di cittadini «per la difesa dell’ambiente dall’assedio delle polveri di vetro».

Nei due depositi aziendali in cui erano stoccati i rottami vetrosi era stato calcolato che fossero contenute 75mila tonnellate di rifiuti. Nel 2018 Autostrade per l’Italia aveva bocciato il progetto presentato due anni prima dall’azienda per la copertura dei cumuli vetrosi e ne era seguita una fase di stallo.

L’impresa di San Cesario, che attualmente dava lavoro a 50 persone, una decina di anni fa aveva raggiunto anche un fatturato vicino ai 10 milioni di euro grazie al ritiro delle cosiddette campane verdi per la raccolta differenziata del vetro in Emilia per conto della società multiservizi Hera e aveva ottenuto di poter svolgere lo stesso servizio anche in altre zone del Nord Italia, oltre che in Germania, Austria e Slovenia. Il fatturato del 2017 si era attestato attono ai 7 milioni di euro.

Nel novembre scorso sono uscite le prime notizie sulla crisi aziendale con la richiesta di concordato preventivo: il Tribunale di Modena aveva dato tempo fino a metà gennaio per la presentazione di un Piano industriale dichiarando il concordato con riserva. Una riserva mai sciolta, al punto che a fine febbraio il sindacato Filctem - Cgil ha lanciato un allarme per il futuro dei 50 dipendenti dell’azienda, dopo che era scaduto inutilmente anche un secondo termine concesso dal Tribunale per la presentazione di un Piano.

Una settimana fa si era tenuto un tavolo istituzionale in Provincia per valutare possibili strategie, un tavolo che non aveva prodotto soluzioni anche se era stato commentato con soddisfazione da qualche sindacalista. Mercoledì scorso la dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale, dato che non sono stati presentati elementi sufficienti per giustificare un eventuale esercizio provvisorio. —

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