Formigine tende la mano a donne e giovani di Pikine
L’associazione Oghogho Meye sta aiutando gli abitanti del villaggio senegalese È parte del progetto “Ponti” finanziato dal governo. Partono altri due volontari
Da Formigine al Senegal per sistemare l’ultimo tassello di un percorso durato due anni, di un progetto fatto di cooperazione e solidarietà. Ad intraprenderlo Anna Maria De Leonardis e Alessandro Ventura, rispettivamente, presidente e fondatore dell’associazione Oghogho Meye, gruppo di volontari formiginesi nato nel 2010 e che, oltre all’affiancamento di realtà locali legate al sociale, ha deciso di aprire i propri orizzonti e farsi partner del “progetto Ponti”, finanziato dal Ministero dell’Interno ed in collaborazione con Cipsi. Al centro del progetto il comune senegalese di Pikine, luogo che vive una realtà socio-economica in profonda crisi, con alti livelli di disoccupazione, sfruttamento del lavoro, disuguaglianze. Tra gli attori sociali in condizione di maggior debolezza vi sono ovviamente le donne, ma anche i giovani, ed è a queste due fette di popolazione che Oghogho Meye ha cercato di portare sostegno, attraverso progetti di miglioramento delle condizioni di lavoro e di riduzione dell’emigrazione clandestina verso l’Europa. Tra le azioni l’associazione ha cercato di favorire l’occupazione portando sostegno all’apertura di sportelli di orientamento al lavoro, campagne di informazione, adeguamento degli spazi di job-factory e la creazione di fondi di microcredito per la creazione di stat-up innovative, legate alla green economy ed alla valorizzazione del territorio e della cultura. Oghogho Meye ha inoltre avvitato una collaborazione con la Maison de la Femme e l’Associazione delle Donne Magistrato, due realtà che hanno permesso la nascita di consultori e spazi di orientamento al lavoro e di consulenza legale, in cui le donne possono ricevere informazioni su lavoro, aborto, malattie. L’impegno dell’associazione non si è però esaurito nel tentativo di migliorare le condizioni di vita locali, ma si è espresso anche attraverso campagne di informazione rispetto ai rischi dell’emigrazione clandestina, nel tentativo di sensibilizzare i giovani pronti a salpare dei pericoli che avrebbero incontrato e di cosa avrebbero trovato al loro arrivo nel vecchio continente.
Un percorso lungo ed impegnativo, che giunge finalmente a conclusione e di cui quest’ultimo viaggio permetterà di tirare le somme. La fine di un capitolo che segna però l’apertura ad un altro progetto per l’associazione, che ha intenzione di spostare il proprio impegno verso un altro gruppo sociale in condizioni di forte marginalità, ovvero quello dei portatori di handicap. All’interno del contesto senegalese la disabilità è infatti profondamente stigmatizzata e le persone portatrici di handicap oltre a non disporre di una solida rete di sostegno, vivono forti rischi legati ad abusi e maltrattamenti. Con la collaborazione de l’Association des Handicapès de Pikine-Est, l’associazione formiginese ha intenzione di promuovere la creazione di centri per l’ascolto per persone disabili.
L’idea, a cui i volontari stanno cercando di gettare le basi, sarebbe infatti quella di accogliere in Italia un gruppo di persone disabili provenienti da Pikine, allo scopo di formarle nell’ascolto e nel sostegno alla persona secondo il metodo rogersiano per poterle poi reinserire all’interno di un centro per l’ascolto la cui apertura avverrebbe a Pikine Est. —
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