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Fratelli assassinati, c’è il film con il furgone dell’imputato

Alberto Setti
Fratelli assassinati, c’è il film con il furgone dell’imputato

Nove ore di udienza in Corte d’Assise per l’omicidio di Ugo e Breno Bertarini I carabinieri mostrano le immagini e i tabulati telefonici che accusano Rainone

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Le immagini del furgone bianco in uso ad Angelo Rainone filmato al mattino dopo le 7 mentre da Zocca si dirige verso l’azienda agricola dove verranno poi trovati i cadaveri martoriati di Ugo e Breno Bertarini, 73 e 70 anni. E filmato neppure un’ora dopo mentre torna indietro, dirigendosi verso Montese. Immagini proiettate ieri al processo per duplice omicidio volontario aggravato, nel corso di un’udienza fiume aperta alle 9 e chiusa alle 18 davanti alla Corte D’Assise di Modena. Nell’ex cinema Metropol di via Modonella, adattato ad aula di giustizia, è andato così in scena un altro “film” della tragedia del 26 febbraio 2018.

Alla “regia” i carabinieri del Nucleo investigativo di Modena e del nucleo operativo di Pavullo, che hanno illustrato alcuni passaggi chiave del procedimento che ha condotto all’arresto di Rainone, ex suocero di Ugo, 58enne di Montalto.

Nel corso delle loro testimonianze, l’appuntato Cervello, il brigadiere Rallo e il maresciallo Costantino hanno spiegato al presidente Angelo Gin Tibaldi e alla corte tutta di avere acquisito i filmati grazie agli impianti di videosorveglianza del Ristorante La Fogna, dell’officina Appeninauto e di una ferramenta. Immagini ritratte in un paesaggio innevato nel quale il furgone di Rainone, caratterizzato da scritte laterali azzurre e soprattutto da un impianto di riscaldamento particolare sul tetto, in alcuni casi si riconosce bene, con tanto di numero di targa, e in altre solo da lontano, ma in precisa sequenza con le immagini e i passaggi precedenti. Alcuni dei fotogrammi esaminati ieri poi mostrano distintamente che alla guida quel giorno c’era una sola persona, con un profilo... leggibile. Di Rainone ancora nessuno ha fatto espressamente il nome, neanche il pubblico ministero Lucia De Santis, che vuole ricostruire passo passo tutta la mole di elementi investigativi che vengono progressivamente disvelati ai giudici. Rainone, accanto a i suoi legali e a un consulente, ha sempre assistito alle immagini e alle testimonianze in silenzio, guardato a vista dalla polizia penitenziaria.

Ma ieri è stata anche esaminata una gran mole di dati telefonici. Per dimostrare nella sostanza che alla mattina presto del 26 febbraio i telefoni in uso a Breno e Ugo non chiamavano e non ricevevano più le chiamate in entrata, e i messaggi non venivano letti. Così come il telefono in uso a Rainone è rimasto silente e senza attivazione internet fino a poco dopo le 9, quando ha tentato più volte di mettersi in contatto con l’avvocato Bonvicini, suo legale nel contenzioso aperto con i fratelli Bertarini e l’ex moglie che lo avevano estromesso dall’azienda dopo parecchi episodi di minacce con relative denunce. In relazione ad uno di quei procedimenti, Rainone pochi giorni prima del delitto era stato inviato per una visita psichiatrica a Vignola.

Ma il medico aveva escluso patologie, pur riconoscendolo turbato per il clima conflittuale, in azienda e con i parenti. Chiamati a testimoniare alla prossima udienza. —

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