Gazzetta di Modena

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Il nuovo volto del Policlinico Il maxi cantiere è solo un ricordo

Giovanni Balugani
Nuovi spazi a disposizione del Policlinico e di tutta la città. Un imponente cantiere di riqualificazione e ristrutturazione che consentirà al personale medico e sanitario di svolgere il proprio lavoro in modo più funzionale e ottimale, mentre per i pazienti vi saranno locali più accoglienti. Sono 10mila e duecento i metri quadri che il direttore generale Ivan Trenti ha orgogliosamente presentato alla grande famiglia del Policlinico in un&rsquo;aula magna affollatissima Interviste Giovanni Balugani <a href="https://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2019/03/09/news/il-nuovo-volto-del-policlinico-il-maxi-cantiere-e-solo-un-ricordo-1.30082446">La cronaca</a>
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Nuovi spazi a disposizione del Policlinico e di tutta la città. Un imponente cantiere di riqualificazione e ristrutturazione che consentirà al personale medico e sanitario di svolgere il proprio lavoro in modo più funzionale e ottimale, mentre per i pazienti vi saranno locali più accoglienti. Sono 10mila e duecento i metri quadri che il direttore generale Ivan Trenti ha orgogliosamente presentato alla grande famiglia del Policlinico in un’aula magna affollatissima Interviste Giovanni Balugani La cronaca

Inaugurati 10.200 metri quadri di studi, uffici e ambulatori Il dg Trenti: «Anni lunghi e difficili, ma ne è valsa la pensa» 

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Nuovi spazi a disposizione del Policlinico e di tutta la città. Un imponente cantiere di riqualificazione e ristrutturazione che consentirà al personale medico e sanitario di svolgere il proprio lavoro in modo più funzionale e ottimale, mentre per i pazienti vi saranno locali più accoglienti.

Sono 10mila e duecento i metri quadri che ieri il direttore generale Ivan Trenti ha orgogliosamente presentato alla grande famiglia del Policlinico in un’aula magna affollatissima e che oggi sarà possibile visitare in un open day che prevede anche una visita guidata.

«Concludiamo un percorso - commenta Trenti - iniziato nel 2012, quando il terremoto ha colpito duramente tutta la provincia. Sono stati anni lunghi e difficili perché l’attività dell’ospedale non si è mai fermata e i disagi sono stati tanti, non solo per i pazienti, ma anche per medici e infermieri. Ci scusiamo con ciascuno di loro, ma ne è valsa la pensa perché questa ristrutturazione ha cambiato il volto del Policlinico». Il direttore generale, nel corso del suo discorso, usa spesso il termine “squadra” non solo riferito al personale dell’ospedale, ma anche agli enti coinvolti. E quindi l’Università, il Comune, la Fondazione e la Regione. E proprio quest’ultima è stata il principale finanziatore dei lavori: 19 milioni di euro. La cifra restante per coprire il totale di 21,9 milioni è stata messa a disposizione tramite finanziamenti dell’edilizia sanitaria (2,2 milioni) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (1 milione).

«Un fattore rilevante è l’aver mantenuto le promesse sulle tempistiche: finalmente, secondo i tempi prestabiliti, in giro per l’ospedale non ci saranno più cartelli di scuse per i lavori in corso - dice sorridendo - Il bando di gara è stato nel 2015 e aver chiuso entro marzo 2019 è qualcosa di straordinario».

le nuove strutture

Si tratta della seconda parte dei lavori - la prima si era conclusa nel dicembre scorso - che ha riguardato i Corpi D, E, G e H del Policlinico, dal seminterrato fino al quinto piano. Ambulatori, studi medici e uffici, spogliatoi, aree per il personale amministrativo, ma anche nuovi spazi per i pazienti, come sale di attesa e relax. Particolare rilevanza ricopre il quinto piano del Corpo G: è qui che verrà ospitato il Laboratorio delle Malattie Rare, in collaborazione con l’Ateneo. La ristrutturazione è stata possibile grazie al contributo di 1 milione della Fondazione.

Tra le nuove aree, vi sarà quella a disposizione della Dermatologia. È il preside della Facoltà di Medicina, il professor Giovanni Pellacani, che accompagna il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il presidente della Regione Stefano Bonaccini in un tour nel nuovo reparto. È ancora spoglio, non ci sono strumentazioni o arredi ma il professor Pellacani illustra metro per metro ciò che sarà possibile vedere solo tra qualche giorno: «Il grande vantaggio - commenta - sarà la nuova organizzazione del lavoro, con il massimo rispetto per i pazienti che godranno di più privacy e maggiori comfort».

addio buca

Infine Trenti con soddisfazione annuncia l’addio alla “buca”. È uno scavo del 2011che avrebbe dovuto ospitare un edificio antisismico, poi una palazzina per laboratori universitari (oggi completato al quinto pianto del Corpo G): in realtà è sempre rimasto incompiuto. «Finalmente posso annunciare - spiega Trenti - che è stato chiuso e qui sorgerà un’area verde di 2.400 metri quadri per pazienti e familiari». —


 

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