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L’ospedale del futuro «Spazi accoglienti essenziali per la cura»

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Erano più di duecento le autorità, i medici e il personale sanitario che ieri nell’aula magna del Policlinico hanno assistito alla presentazione di fine lavori. Il direttore generale Ivan Trenti ha voluto omaggiare il suo predecessore, Licia Petropolacus: «Mi è venuta la pelle d’oca - dice emozionata - Una felicità infinita per tutti coloro che hanno lavorato a un percorso che non è durato poco: sei anni e mezzo sono tanti. Quei giorni drammatici del sisma li abbiamo vissuti insieme e insieme abbiamo spostato i letti. La Regione ci è stata vicina per portare a casa i fondi e grazie all’attuale direzione generale che ha mantenuto i tempi in maniera impeccabile per rimettere in piedi quello che è il mio terzo figlio, il Policlinico».

«Spazi adeguati e moderni - spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - sono essenziali insieme all’elevata professionalità e competenza dei nostri medici ed infermieri e volontari, per una qualità della sanità modenese che risponda ai bisogni dei pazienti mettendoli nelle migliori condizioni possibili, sia in termini di risposta sanitaria che di comfort. Perché gli ambienti fanno la differenza. E questa è l’ennesima dimostrazione che di fronte al sisma il territorio di Modena ha reagito».

«È una bellissima giornata - aggiunge il presidente della Regione Stefano Bonaccini - e la conferma che il sistema sanitario italiano è tra i migliori al mondo. La mia amministrazione si sta adoperando con forza per migliorare la sanità: abbiamo assunto 9mila medici, infermieri e tecnici e tagliato drasticamente i tempi d’attesa per visite ed esami».

«Il terremoto ci aveva privato di spazi fondamentali - sottolinea il Magnifico Rettore di Unimore Angelo Andrisano - costringendoci a lavorare in condizioni difficili. Non posso che complimentarmi per il lavoro svolto e per le nuove strutture messe a disposizione del personale». Opera possibile anche grazie al contributo della Fondazione: «Abbiamo voluto assistere l’esigenza dell’Università - dice il presidente Paolo Cavicchioli - di avere nuovi laboratori per incrementare l’attività di ricerca nel campo delle malattie rare». —

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