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cronaca

Martina Nobili. La batterista mancina del Liga «Un sogno suonare con lui »

Modenese, 23 anni, è nella band del video di “Certe Donne Brillano”


09 marzo 2019 Paolo Vecchi


MODENA. A volte passa un treno. Silenzioso, ma di quelli ad alta velocità che, se li prendi al volo, ti portano dentro un sogno, in un mondo dove avresti sempre voluto essere, ma pensavi fosse impossibile.

Il sogno di un giorno, intanto, ma le luci della ribalta si sono accese illuminando la montagna di ricci e gli occhi verdi di Martina Nobili, 23 anni, la batterista modenese che Luciano Ligabue ha scelto e inserito nella band femminile che ha registrato il video del singolo dal titolo “Certe Donne Brillano”, una canzone inserita nel nuovo album Start, dedicata alle donne e presentata in anteprima sulla Rai alla vigilia dell’8 marzo.

Per Martina, batterista mancina che ha iniziato nelle band giovanili della città, si è realizzato un sogno. Che vive ad occhi aperti, senza farsi illusioni, ma con la speranza che quelle luci che si sono accese su di lei le aprano altre strade come musicista.



Martina, ora sei una delle donne che brillano...

«È stata un’esperienza bellissima, indimenticabile. Trovarmi a suonare con un mostro sacro come Ligabue e proiettata in un mondo di professionisti eccezionali è stato pazzesco».

Come è nata l’avventura?

«Un mio amico batterista, Lele Borghi, sapeva del progetto di Ligabue di formare una band tutta femminile per registrare Certe Donne Brillano e mi ha contattata. Mi sono presentata al provino, sono piaciuta sia a Ligabue che al regista Marco Salom, e mi hanno scelta. Di buon mattino sono arrivata a Reggio con la mia batteria e ho conosciuto le altre ragazze della band, una di Forlì, una di Cesena e l’altra di Pordenone. Compagne d’avventura adorabili e alla mano: sono state gentilissime con me. E proprio mentre montavamo gli strumenti si è presentato Luciano Ligabue a salutarci».

Com’è stato l’incontro con il Liga?

«Emozionante, ha fatto di tutto per metterci a nostro agio. È una persona tranquilla, simpatica, semplice ed è stato anche contentissimo di come abbiamo suonato. Ho conosciuto anche il fratello Marco e mi sono sentita proiettata in un mondo in cui la professionalità è massima».

Poi avete cominciato a suonare, com’è andata?

«Benissimo. Sembrava di essere in un live per la presenza di tutte le comparse, rigorosamente donne, che si erano proposte al Fan Club di Ligabue. Avevo studiato la canzone ed essendo una batterista ho suonato ininterrottamente, sempre dal vivo. Alla fine ero stanchissima e mi sanguinavano le mani, ma lo rifarei subito».

La canzone è un inno alle donne, ti piace?

«Sì, mi piace e dopo averla suonata per tante ore mi sono anche affezionata a quel brano tanto che lo sento anche un po’ mio. Ed è bellissimo che un pezzo del genere, con i suoi significati, sia stato lanciato in occasione della festa della donna».

E ora che succede a Martina Nobili?

«Che torna ad essere la ragazza di prima con la consapevolezza di avere avuto una grande opportunità e la speranza che la visibilità ricevuta mi aiuti come musicista. Non ci sono altri impegni con Ligabue. Alla fine della giornata ci siamo salutati con una birra poi sono tornata a casa felice e contenta. Oggi, ascoltando quel pezzo che sta passando ovunque in televisione e per radio, la felicità è indescrivibile».

I tuoi progetti attuali e futuri?

«Sto suonando con Manuel Bellone, un musicista di Palermo con cui mi trovo bene. Ma spero che l’esperienza con Ligabue apra altre strade». —




 

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