Gazzetta di Modena

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le testimonianze 

«Prima vivevo qui e basta Ora partecipo al bene di tutti»

Dalle prime assemblee ai volantini in ogni abitazione per avere più diffusione: le storie e le esperienze di chi fa parte della squadra

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Dalla studentessa ai primi anni di università all’ultra settantenne mentre la maggior parte dei “ragazzi” (una novantina) del gruppo di controllo del vicinato via Campi- università ha in media sui 35-40 anni. Luca, che è il referente del gruppo e si rapporta direttamente con la polizia municipale in caso di segnalazioni di reati, di auto o persone sospette. Ma non solo, «spesso sono segnalazioni, proposte. Ad esempio in via Toti, la più gettonata dai ladri, abbiamo notato che c’erano delle zone buie: migliorare l’illuminazione crea condizioni di migliore sicurezza. Abbiamo segnalato questo così come, ad esempio, la presenza di cestini danneggiati o troppo pieni, la criticità di alcuni incroci e la possibilità, per incastrare i ladri, di collocare telecamere che possano intercettare le loro vie di fuga». Luca, sposato, impiegato, si è truffato nel gruppo quasi per caso. «Non pensavo ci fossero problemi di sicurezza nella mia zona, o meglio, non me ne interessavo. A casa rientravo verso sera, pochi contatti col vicinato e così via. Poi nel giugno scorso partecipai ad una riunione di quartiere: ero incuriosito perché si parlava dei problemi delle nostre vie. Alla fine venne anche illustrata l’esistenza dei gruppi di controllo di vicinato e la possibilità di crearne uno in zona. Era una idea e per slancio dissi che volevo aderire al progetto». L’8 settembre il gruppo nacque ufficialmente. Riccardo invece viene da esperienze di volontariato in cui si puntava sulla prossimità. «Ero interessato ai Cdv, quelli nati prima che a Modena in provincia, ma avevo visto che spesso le chat erano usate per diffondere livore, per commentare. Non serve a nulla così, devono essere momenti costruttivi. Quando seppi della nascita del gruppo nella mia zona, ero un po’ scettico, poi invece mi sono ricreduto. Io spesso passeggio, così come fanno tanti dei nostri con i loro cani. Stiamo cercando pian piano di diffonderci. All’inizio eravamo in una trentina, c’eravamo incontrati nella sala parrocchiale poi abbiamo fato dei volantini grazie al Comune e lui abbiamo distribuiti in ogni buca delle lettere della zona. Qui ci sono 600 famiglie. Ora siamo più diffusi, riusciamo a coprire meglio il quadrilatero». Il gruppo ha ovviamente preso contatti e collabora attivamente con l'università. «L’università stessa ci tiene a noi - dicono Luca e Riccardo - sa che i nostri occhi vigilano anche per le loro strutture, libere nel week end. Abbiamo avuto incontri, siamo in contatto con la vigilanza, abbiamo posto i nostri problemi circa il parcheggio selvaggio degli studenti o segnalato le zone di maggiore concentrazione, dove si crea sporcizia».

Controllo e partecipazione diffusa: «Abbiamo contattato gli amministratori di condominio, spiegando i nostri scopi: loro, nelle riunioni, hanno iniziato a dire ai presenti che esiste il gruppo, che c’è questa possibilità e a dare la mostra mail: cdvmodenauniversita@gmail.com ». —

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