Educazione allo sport La Carta diventa legge per famiglie e dirigenti
Il progetto punta a sancire diritti e doveri per chi fa attività Morini: «Un vademecum sui comportamenti leali e sociali»
MARANELLO. Una “Carta educativa per i giovani e lo sport”, è il progetto lanciato dal Comune in collaborazione con società sportive, famiglie e Università di Modena. E al Mabic sono arrivate tante testimonianze a favore dello sport come mezzo di crescita personale e collettiva: ne hanno parlato i bambini degli istituti comprensivi Rodari e Stradi, i dirigenti e anche la campionessa modenese Raphaela Lukudo, medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo e bronzo agli Europei di Glasgow con la staffetta 4x400.
La “Carta” è il risultato di un preventivo lavoro di ricerca sul campo, che ha consentito di rilevare le specifiche e concrete caratteristiche del territorio, dei suoi numerosi punti di forza e dei suoi fattori di debolezza.
«Nel promuovere una Carta Educativa per i giovani e lo sport siamo partiti dai principi cardine che sostengono qualsiasi attività sportiva - afferma il sindaco Massimiliano Morini - Prima ancora delle regole scritte, fondamentali in ogni gioco, a maggior ragione nello sport, esiste infatti un’etica sportiva fatta di lealtà, meritocrazia, onestà che deve ispirare ogni atleta, dall’amatore al campione acclamato. E proprio sulla funzione pedagogica della pratica sportiva abbiamo voluto concentrare la nostra attenzione, con questo vademecum rivolto a tutti i maranellesi coinvolti a vario titolo: allenatori, dirigenti, insegnanti, atleti, tifosi, genitori e sponsor. Una richiesta di impegno volta a costruire modelli positivi e a trasmettere valori: la lotta senza quartiere ad ogni forma di discriminazione, ai rischi di esclusione sociale, alla barriere di accesso alla pratica sportiva. Perché lo sport è un diritto per tutti. E, allo stesso tempo, comporta dei doveri, verso se stessi e verso gli altri: serve quindi un’assunzione di responsabilità individuale e collettiva, per rispondere alle aspettative che i nostri ragazzi esprimono, affinché l’educazione sportiva sia riconosciuta come parte integrante di un più generale percorso di educazione alla cittadinanza». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
