Gazzetta di Modena

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finale 

Il papà sventa il raggiro del figlio “arrestato”

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FINALE. Le operazioni di sensibilizzazione contro le truffe evidentemente funzionano: gli incontri pubblici con i carabinieri, nelle sale comunali e anche dal pulpito della chiesa, hanno infatti messo in allerta diverse persone. Lo dimostra l’ultimo episodio, avvenuto ieri a Massa dove un padre di 70 anni non è caduto nel raggiro del figlio arrestato da fantomatici carabinieri.

Eppure la coppia di banditi aveva agito con tempestività: il primo aveva raggiunto telefonicamente l’uomo, qualificandosi come un carabiniere e raccontando che il figlio aveva avuto problemi con la giustizia tanto da essere in stato di fermo in una caserma dell’Arma. Appena riattaccato la cornetta, il papà è stato attirato dal suono del campanello: alla porta si era infatti presentato il secondo complice, di circa 30 anni, alto 1.75 di bella presenza. «Sono l’avvocato di suo figlio, purtroppo è stato arrestato. Dobbiamo procedere con una cauzione per liberarlo. Quanti soldi ha in casa? Vanno bene anche i gioielli?».

La vittima lo ha invece cacciato, ben consapevole si trattasse di un tentativo di truffa. E ha fatto anche di più: ha immediatamente chiamato i veri carabinieri, raccontando di quanto gli era appena accaduto e attivando così un’imponente caccia al finto avvocato. Che però ha intuito la situazione e il pericolo di essere bloccato tanto che si è dileguato in fretta seppur a mani vuote. —

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