Il Tassoni trionfa ai campionati di filosofia: i più bravi a discutere di desiderio e felicità
Si sono concluse le “Romanae disputationes 2019”: il liceo modenese ha battuto centinaia di istituti di tutta Italia
la storia
Il Tassoni colpisce ancora. Ieri a Bologna una squadra del liceo scientifico di viale Reiter ha vinto le Romanae Disputationes 2019. Il successo al campionato nazionale di filosofia all’ateneo felsineo è il secondo negli ultimi tre anni, dopo il titolo del 2017. Due anni fa, gli studenti dell’allora IV G avevano discusso sulla tecnica come limite e possibilità. Quest’anno, quattro studenti di IV E hanno sviscerato la frase di Sant’Agostino «Desiderare quel che si ha è la felicità».
Un’affermazione che i quattro vincitori Federico Ghini, Matteo Scurani, Matteo Sissa e Angelo Soave hanno declinato in due modi. Da una parte, hanno portato argomenti a favore della tradizionale massima: «chi s’accontenta gode». Dall’altra, hanno predisposto invece una strategia per affermare l’esatto contrario ovvero che «una gallina domani è meglio dell’uovo oggi». Un controsenso soltanto apparente. Il formato della finale, infatti, prevedeva un dibattito (chiamato “Age contra”) in cui le due squadre non sapevano ancora che posizioni avrebbero sostenuto. «Abbiamo affrontato la contrapposizione tra l’accontentarsi e l’ambizione – ha spiegato Scurani – vale a dire la ricerca del superamento dei nostri limiti. Lo abbiamo trattato con un elaborato video, in cui indicavamo “The Wolf of Wall Street” per l’ambizione e il Pescatore come esempio di chi si accontenta». «Riflettere sul desiderio ci ha costretto a ripensare le scelte che tutti i giorni facciamo – ha fatto eco Ghini – ci siamo sostenuti a vicenda e abbiamo consolidato il legame di amicizia che ci unisce. La gara finale ci ha fatto vivere emozioni intense».
Emozioni a cui il quartetto ha iniziato ad abituarsi come i componenti della V E già dallo scorso ottobre, quando la scuola s’è iscritta al concorso. Il tema scelto per il 2019 era “Natura e possibilità del desiderio”. La lezione introduttiva s’è tenuta il 26 ottobre a Milano con l’omonima conferenza di Massimo Recalcati. Quando il professore ha dato il via alla manifestazione c’erano cinquemila studenti in lizza per il titolo. Il numero dei concorrenti s’è ridotto di un quinto all’ultima fase, dopo un imbuto di prove tra scritti, orali e video. «Abbiamo iniziato a prepararci circa una mese fa – ha specificato Soave – incontrandoci una volta alla settimana, ogni mercoledì, per circa un’ora e mezzo. In prossimità dell’evento, alcune giornate sono state cancellate e così abbiamo deciso di dedicare alcune ore di filosofia alla preparazione. La parte più delicata è stata trovare argomentazioni sia per il pro sia per il contro: una volta che ci si concentra su una certa tesi è difficile avvalorare la tesi contraria».
Venerdì la squadra ha debuttato a Bologna in semifinale. «Il tema era “Il timore e il desiderio” – è intervenuto Sissa – e la scelta su quale elemento motiva di più le azioni umane. Abbiamo collaborato molto tra IV e V, eravamo veramente molto preparati grazie alla professoressa Raffaella Vaccari. La finale è stata invece più difficile sia per l’argomento sia per i tempi».
Soddisfatta la prof. Vaccari, che lo scorso anno ha preso il testimone da Angela Prandi, alla guida della spedizione vincente del 2017. «Il tema del desiderio ha coinvolto gli studenti – spiega – che si sono impegnati con le loro competenze, mostrando sensibilità a collaborare nel preparare scritti e video, esercitandosi per i dibattiti». —
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