L’ex governatore Errani «Autonomia regionale: si fa troppa confusione»
Autonomia regionale differenziata, questo il tema al centro dell’incontro organizzato, l’altro giorno, da “Articolo Uno-Mdp/Liberi e Uguali” in sala Biasin.
Protagonista della conferenza il senatore Vasco Errani, presidente della giunta regionale dell’Emilia Romagna dal 1999 al 2014, nonchè ex esponente del Pd e ora militante del partito di Pietro Grasso. Presente all’incontro anche il sindaco di Sassuolo, Claudio Pistoni. Errani ha affrontato l’argomento con Mauro Sentimenti, coordinatore regionale e membro del direttivo nazionale del “Coordinamento Democrazia Costituzionale”.
Cosa accadrebbe se nelle regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia si arrivasse ad un’autonomia differenziale? Questo il dilemma posto dal senatore ai partecipanti del dibattuto. «Io sono un federalista - ha chiosato - ma su determinate questioni non ho mai avuto dubbi. Scuola, sanità, tutti gli elementi essenziali dei cittadini, debbono avere un solido impianto nazionale. Essendo critici rispetto a questo percorso, dobbiamo stare attenti a non commettere un errore politico. L’autonomia differenziale non è l’autonomia delle regioni, cioè le regioni a statuto speciale. Il 116 terzo comma dice che su alcune funzioni la regione può avere un accordo con lo stato per gestirle direttamente. Il 116 non è l’articolo sul federalismo fiscale come il 119. Il 116 non può affrontare il tema vero ed è l’origine della questione nata prima in Veneto e poi in Lombardia, cioè quella relativa al residuo fiscale, ovvero quelle regioni che versano di più di quello che ricevono. E queste sono Lombardia, Venero, Emilia Romagna e Lazio». —
Ele.A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google