Concordia, Chiara Ganzerli: «Non c’è niente di più bello di dare una nuova vita ai cani»
Chiara Ganzerli racconta le emozioni che vive nel salvare animali maltrattati fatti arrivare dal Sud e consegnati a famiglie modenesi che li adottano
Chiara Ganzerli, 31 anni, di Concordia, nella vita lavora come operaia ed è anche volontaria ed educatrice cinofila.
«Passo la maggior parte del mio tempo libero con i miei cani e il mio gatto che amo alla follia: Sky, lupoide di 6 anni, Bea, mix Jack Russell di quasi 14 anni e Noce, un gatto di circa un anno e mezzo – racconta con un sorriso Chiara - Bea è stato il regalo del mio diciottesimo compleanno e mai avrei potuto ricevere regalo più bello. Per Sky invece è stato diverso. Ogni anno a Natale riempivo il baule della macchina e portavo cibo ai cani del canile di Mirandola. Ed è lì che l’ho visto. Chiesi brevemente della sua storia a una volontaria e capii che doveva venire a casa con me a tutti i costi! Era un cucciolotto di sette mesi con un passato di maltrattamenti visibili. E da quel giorno iniziò la nostra vita insieme, un passo alla volta ma ce l’abbiamo fatta alla grande».
È così che nasce la passione di Chiara da educatrice cinofila: dopo il lavoro in fabbrica, segue cani che hanno problemi comportamentali, cani che per la maggior parte arrivano dal Sud. «Il mio primo stallo è stato circa un anno fa, quando ho fatto salire otto cuccioli di cui uno si è fermato a Roma dalla nuova famiglia e sette su da me, a Concordia – racconta Chiara - È stata un’emozione indescrivibile: con me c’era mia madre, che ha sempre sostenuto queste mie avventure. Ad ogni cucciolo che facevamo scendere dalla navetta, gli occhi si riempivano di lacrime di gioia perché sapevo che per loro quello era il viaggio della salvezza. Quel viaggio, che ha cambiato la vita di ognuno di loro, non è stato facile ma ho trovato per ognuno famiglie splendide che li amano e che mi tengono aggiornata con foto e video, insomma quelle piccole cose che fanno la differenza nella vita. Penso che fare questo tipo di volontariato non sia per tutti perché ci sono dolori, ci sono ansie ma ci sono anche tante soddisfazioni – conclude Chiara - C’è una frase di un bambino incontrato dal veterinario che ricordo come se fosse ieri. Erano le ultime ore del suo cagnolino e alle lacrime della madre disse: ‘Mamma sai perché i cani non vivono quanto noi?’. ‘No tesoro’, rispose lei e lui: ‘Ognuno di loro arriva nella nostra vita per insegnarci qualcosa, non siamo noi ad insegnare qualcosa a loro ma loro a far crescere noi’. Ed è vero: i cani sono un libro aperto, basta solo saperli leggere!». —
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