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Fatture elettroniche: un nuovo allarme per le truffe dell’Iban

Giorgio Guandalini * ; * dottore commercialista
Fatture elettroniche: un nuovo allarme per le truffe dell’Iban

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Da alcuni giorni le associazioni dei commercialisti e gli enti di categoria hanno espresso preoccupazione in merito alla tenuta della sicurezza del sistema che gestisce invio e ricezione delle fatture elettroniche.

Sono già numerose le segnalazioni alle banche da parte dei correntisti per la cosiddetta truffa dell’Iban. Come funziona: tra i vari dati riportati sulla fattura elettronica c’è anche l’Iban di società e professionisti. Una volta ricevuta l’e-fattura, il cliente utilizza le coordinate bancarie per effettuare il pagamento. Gli hacker di fatto intercettano la fattura elettronica mentre passa dal cliente al fornitore e cambiano le coordinate bancarie in modo da dirottare i soldi su un altro conto. Nello specifico non è ancora stato reso noto quale sia il momento in cui le fatture vengono intercettate, ovvero, se sia un problema legato al Sistema di Interscambio, gestito dall'Agenzia delle Entrate, o se sia una mancanza delle software house che gestiscono i programmi per l'invio della fattura elettronica che a loro volta si interfacciano con il sistema dell'Agenzia delle Entrate. Le segnalazioni sono discordanti, in alcuni casi infatti i truffati riferiscono che la fattura visualizzata dal portale personale differisca da quella presente sul Sistema di Interscambio. Occorre capire se la mancanza risiede nel postino elettronico che porta le fatture o se risiede nella cassetta per le lettere del contribuente. Per questo motivo le banche hanno avvisato i clienti, segnalando diversi casi di frode. In una informativa diramata da molti istituti di credito, viene consigliato di verificare accuratamente la correttezza dell’Iban prima di far scattare l’invio del pagamento. Gli istituti bancari e i professionisti stanno consigliando ai propri clienti, prima di autorizzare operazioni di pagamento, di verificare direttamente con il beneficiario la correttezza dell’Iban. Sarà sufficiente una telefonata per avere contezza che i dati ricevuti siano quelli effettivi. Un rimedio infallibile: basta non inserire il proprio Iban nella fattura elettronica. La mancanza del dato infatti non è causa di rifiuto per il sistema informatico SDI. Non è infatti obbligatorio inserire le proprie coordinate bancarie: la fattura elettronica è nel contenuto simile a una fattura tradizionale; cambia solo la modalità di trasmissione. Per cui si può inviare una fattura elettronica senza dover per forza riportare anche le coordinate bancarie su cui effettuare il bonifico. Se si vogliono inserire informazioni “delicate” è meglio inviarle con strumenti sicuri o con meccanismi di criptazione condivisi da chi emette la fattura e dal ricevente. —





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