I finalesi si riprendono la storica “Casoni liquori”
Tre soci hanno comprato da Campari l’azienda che produce 18 milioni di bottiglie «La qualità per conquistare anche l’estero con i piedi piantati nella nostra terra»
C’è una distilleria nata nel 1814, che da sempre innova e guarda al futuro, provando a sfruttare i frutti che la terra della Bassa propone. Un’azienda che per quasi un secolo è stata finalese, per poi passare ad Averna ed infine a Campari, ma che grazie all’ambizione e a un pizzico di coraggio è tornata ad essere guidata da tre soci che hanno le radici in paese. Piergiorgio Pola è il presidente della “Casoni Fabbricazioni Liquori”, la più importante attività di produzione e imbottigliamento dell’Emilia con i suoi 18 milioni di prodotti annui.
Entrare nello stabilimento di via Venezia è un po’ magico: nella grande sala riunioni sono appesi attestati, benemerenze e premi conquistati nella lunga storia di famiglia. E gli aneddoti potrebbero non finire mai: l’amaro del ciclista, ad esempio, nasce dalla passione di Enea Casoni, che aveva ricostruito la distilleria dopo la Seconda guerra mondiale, per la bici: ogni sabato partiva da Massa per Fiumalbo dove aveva una fidanzata. Oppure c’è la lungimiranza di Mario Casoni, che ha internazionalizzato l’attività, aprendola alla grande distribuzione («Lavoriamo per le più importanti catene commerciali europee», spiega il presidente) e proiettandola nel futuro, rendendo un gioiellino di famiglia una potenza produttiva.
E allora vale la pena osservare cosa sono in grado di elaborare gli 80 addetti tra il quartier generale di Finale e l’altro stabilimento in Slovacchia da dove sarebbe dovuta partire la conquista della Russia post-comunista. Il nocino viene prodotto in casa in tutta la sua filiera, alla pari del limoncello con limoni di Sorrento. Non va scordato l’anicione, prodotto storico finalese, ma l’arrivo dei nuovi soci finalesi, tra cui il nipote di Mario Casoni, ha aperto alcune frontiere inesplorate anche grazie alla collaborazione con importanti bartender italiani e i locali di Roma, Milano e Bologna più in voga a livello internazionale.
«Il Vermouth sta tornando prepotentemente di scena - spiega Pola - e noi abbiamo scelto di abbinarlo al mallo di noci oppure all’aceto balsamico di Modena Igp. C’è una ricerca alle spalle di questi prodotti, non possiamo lasciare nulla di intentato soprattutto in un mercato dove la qualità, la competenza dei clienti e la ricerca di innovazione non ti consente di fermarti. Lo stesso discorso vale per i Gin, ce ne sono tantissimi: ecco noi abbiamo creato il “Tabar”, l’unico distillato in Emilia che qualifichiamo con una serigrazia particolare della bottiglia: l’uomo coperto dal suo tabarro nella nebbia della Bassa».
E il gin sarà protagonista anche nel pomeriggio nel locale Manikaretti di Finale. Lì si ritroveranno i cinque finalisti del contest che Casoni ha sviluppato in tutta Italia, chiedendo ai bartender di sviluppare ricette innovative, premiate da una giuria di super esperti. «Abbiniamo la storia e la tradizione al futuro - conclude Pola - Abbiamo voluto fortemente rilevare Casoni, non era un’impresa facile, ma l’idea di averla riconsegnata a Finale è emozionante. E da qui vorremmo sviluppare altre strategie, pensiamo solo alle competenze che escono dalle nostre scuole superiori». —
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