Il presidente Censis De Rita apre gli incontri del “Crise”
L’appuntamento dalle 17.30 sarà incentrato sul tema “Italia-Europa: vizi e virtù” Un ciclo di sette seminari che termineranno a maggio
Sarà il presidente del Censis Giuseppe De Rita ad aprire il ciclo di seminari del Crise, Centro di Ricerche e Indagini Socio Economiche di Unimore che inizieranno domani nell’aula convegno del Dipartimento di Giurisprudenza, in via San Geminiano a Modena. Il presidente De Rita affronterà il tema “Italia - Europa: vizi e virtù”.
Il nuovo ciclo di incontri del Crise avrà un taglio caratterizzato da materie economiche, giuridiche e politiche, grazie al coinvolgimento di cinque dipartimenti di Unimore: Giurisprudenza, Economia, Studi Linguisti e Culturali, Ingegneria e da quest’anno anche Comunicazione ed Economia di Reggio Emilia.
Coordinatore dei nuovi sette appuntamenti, che si concluderanno a maggio, sarà, come sempre, il prof. Graziano Pini di Unimore che sarà affiancato ad ogni seminario da professori universitari, noti comunicatori, ricercatori e professionisti.
«Anche per il 2019 diamo il via, visti gli ottimi riscontri delle edizioni precedenti, a un nuovo ciclo di appuntamenti organizzato dal nostro Centro di Ricerche e Indagini Socio Economiche - commenta il Magnifico Rettore Unimore Angelo O. Andrisano - che come sempre coinvolgerà illustri ospiti, come il Presidente CENSIS Giuseppe De Rita, protagonista dell’incontro inaugurale, insieme a docenti Unimore».
“Molti progetti ed iniziative - afferma il prof. Graziano Pini di Unimore - nate negli ultimi tempi hanno in comune l’obiettivo di ridurre l’inadeguatezza della conoscenza economico-finanziaria nella nostra comunità nazionale e locale. Altre iniziative, dentro e fuori dall’Accademia, cercano di circuitare quanto di buono viene fatto nei diversi comparti della produzione privata e pubblica, della ricerca e della didattica, spesso non conosciuto dagli stessi insider. Eventi e seminari interdisciplinari e interdipartimentali, coinvolgenti gli ordini professionali e a volte gli istituti superiori e il pubblico indifferenziato attento alla cultura, hanno così più seguito di quanto si poteva pensare e il loro appeal cresce di anno in anno». —
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