Materne, lettere del Comune per nove casi non vaccinati
L’assessore Cavazza: «Tuteliamo sempre le situazioni più fragili applicando la legge nel rispetto di tutti»
«Noi applichiamo la legge, e di conseguenza tuteliamo i bambini più fragili che devono poter frequentare la scuola e socializzare con gli altri bambini senza rischiare di contrarre malattie che per loro sarebbero pericolose». A dirlo è l’assessore comunale alla Scuola Gianpietro Cavazza, che commenta così la fine della proroga per la presentazione dell’autocertificazione dei vaccini obbligatori per i bambini compresi tra 0 e 16 anni, come previsto dalla legge Lorenzin approvata nel 2017. Proroga che - dopo il “no” del ministro della Salute Giulia Grillo al collega Matteo Salvini, che aveva chiesto un decreto d’urgenza per i non vaccinati - è dunque scaduta ieri sera: di conseguenza, l’amministrazione comunale ha fatto consegnare a mano una lettera alle nove famiglie che non hanno ancora presentato la certificazione richiesta. E oggi questi nove bambini - si tratta di bimbi che frequentano le scuole d’infanzia gestite dal Comune e dalla Fondazione Cresci@mo, che oggi ha in mano dieci istituti - non potranno entrare in classe, ma saranno sospesi dalla frequenza scolastica fino a quando i familiari non avranno provveduto a regolarizzare la loro posizione vaccinale. Tutti i bambini frequentanti i nidi comunali sono invece risultati in regola, dunque per la fascia 0-3 anni il problema non si pone. Nel frattempo, il Comune ha anche contattato i dirigenti delle scuole convenzionate per monitorare la situazione, in modo da avere un quadro più preciso nei prossimi giorni. Al momento, insomma, non è possibile avere un numero aggiornato dei bambini compresi tra 0 e 6 anni ancora non in regola con la legge in tutto il territorio cittadino: considerando che quelli delle scuole comunali e della Fondazione sono nove, è plausibile che il numero complessivo, considerando le paritarie e le convenzionate, sia di qualche decina. Tutto questo senza contare gli alunni delle elementari e dei primi due anni delle medie, per i quali non è prevista l’esclusione da scuola, ma una sanzione pecuniaria. —
L.G.
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