Minorenne stuprata Il giudice convalida l’arresto del 23enne
Convalidato l’arresto per il 23enne nigeriano accusato di aver violentato una diciassettenne sua connazionale attirata in casa per un finto colloquio di lavoro. Ieri mattina al termine della convalida in carcere con interrogatorio di garanzia il giudice delle indagini preliminari ha confermato l’arresto disponendo che il giovane resti a Sant’Anna.
L’accusa per lui è gravissima: violenza sessuale su minore. Intorno a questo reato la Squadra mobile della Questura e la Scientifica stanno lavorando per trovare riscontri e dare corpo al racconto fatto dalla presunta vittima. Un episodio terribile accaduto proprio l’8 marzo, festa delle donne. La Scientifica si è infatti recata nella stanza abitata dal giovane richiedente asilo, in via Fregni - una laterale di via Vignolese - in cerca di tracce organiche e biologiche della ragazza per comprovare la sua presenza e soprattutto l’accusa della violenza carnale compiuta dall’arrestato. Il suo racconto in effetti è dettagliato e ora sul tavolo del pm Claudia Natalini, incaricata dell’indagine, c’è anche il referto medico stilato al Policlinico al termine della visita compiuta dalla giovane dopo la presunta aggressione sessuale. Il fatto è venuto alla luce quando la ragazza è riuscita a scappare dell’appartamento dove l’accusato vive con altri immigrati in via Fregni. Era andata in quell’alloggio attirata dal connazionale, del quale si fidava, con una proposta di lavoro: le aveva detto di presentarsi con un curriculum per discutere le condizioni dell’offerta. Invece l’avrebbe assalita e violentata. Nella fuga, la 17enne è stata soccorsa dalla Squadra volante della polizia; poco dopo la polizia ha fermato il giovane, ora in carcere. —
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