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Pd, prima grana per Zingaretti Kyenge-Gualmini per un posto

Luca Gardinale
Pd, prima grana per Zingaretti Kyenge-Gualmini per un posto

Il nuovo segretario dovrà sciogliere il nodo sulle candidature per le Europee La vicepresidente della Regione: «Elezioni ancora lontane, decideremo insieme»

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Di grane ne dovrà risolvere parecchie, ma una delle prime che arriveranno sul suo tavolo è tutta modenese. Perché Nicola Zingaretti, da nove giorni nuovo segretario nazionale del Partito democratico, dovrà affrontare a breve la questione elezioni europee e candidature al Parlamento di Bruxelles, per il quale si voterà il 26 maggio insieme alle amministrative. E se per ora la scelta dei candidati non è all’ordine del giorno, presto partirà la bagarre per la composizione delle liste, con i democratici che hanno sostenuto Zingaretti pronti a far valere il loro sostegno al candidato che ha stravinto le primarie, lasciando solo un terzo dei voti ai due sfidanti Martina e Giachetti. Una situazione che potrebbe accendersi presto anche a Modena, dove all’orizzonte c’è una sorta di derby che vede in ballo due autorevoli esponenti del partito e delle istituzioni. Un derby tutto al femminile, che da una parte vede Cécile Kyenge, ex ministro per l’Integrazione del governo Letta ed europarlamentare uscente: anche se al momento l’ex consigliere provinciale di Castelfranco - che sabato scorso era al fianco del segretario cittadino Andrea Bortolamasi e del sindaco Gian Carlo Muzzarelli all’evento di presentazione del programma Pd per le amministrative - non ha ufficializzato la sua ricandidatura, la volontà di esserci anche per il “secondo giro” a Bruxelles c’è tutta. A insidiare la sua ricandidatura è però quella probabile di Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia Romagna e assessore alle Politiche sociali. Anche lei non ha mai detto ufficialmente di volersi candidare in vista del 26 maggio, ma la numero due del governatore Bonaccini ha in mente il Parlamento europeo da tempo, e anche se il presidente ha sempre sostenuto di non volersi privare di alcun membro della sua giunta, il fatto che anche in viale Aldo Moro ci si avvicini a fine mandato (si voterà tra gennaio e febbraio 2020) potrebbe far cadere la riserva. Resta il fatto che la vicepresidente della Regione, ex renziana che alle primarie del 3 marzo ha sostenuto con decisione la candidatura del governatore del Lazio, vorrebbe essere in campo per le europee. Una compresenza decisamente difficile, dal momento che la lista sarà unica per tutta la Circoscrizione nord-est, e dunque per Emilia Romagna, Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige. E se da una parte è vero che Gualmini, pur essendo modenese, vive e lavora a Bologna, resta il problema di due candidati donna - peraltro due nomi di primo piano, non certo due potenziali “riempilista” - provenienti dallo stesso territorio per una lista che comprenderà quattro regioni e tante altre possibili candidate. Stare insieme è impossibile, dunque, e di conseguenza spetterà al nuovo segretario Zingaretti sciogliere il nodo modenese: se entrambe confermeranno la volontà di candidarsi, l’unica possibilità percorribile sembra essere quella di far candidare una delle due (più probabilmente Kyenge, visto il suo profilo nazionale) in un’altra circoscrizione. Nel frattempo, la vicepresidente della Regione resta prudente: «Le elezioni europee sono ancora lontane - spiega Gualmini - e il nuovo segretario si è appena insediato, quindi valuteremo insieme nelle prossime settimane...». —

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