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Studenti in piazza per protestare contro la Maturità

S.A.
Studenti in piazza per protestare contro la Maturità

Hanno scioperato in 250 per contestare il nuovo esame «Ci faremo sentire anche fuori dalla nostra città C’è grave disorganizzazione»

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Sono scesi in piazza per dire basta alla riforme che non tengono conto del loro parere. E che, soprattutto, non vengono attuate con chiarezza.

Sono stati oltre 250 gli studenti delle scuole superiori che ieri mattina hanno scioperato per protestare contro il nuovo esame di maturità. Una prova che, alla vigilia della fine dell’anno scolastico, presenta ancora parecchie incognite da chiarire. E gli studenti chiedono di essere ascoltati. Tramite la manifestazione di ieri mattina, condita da striscioni e slogan contro il ministro dell’istruzione Mario Bussetti, chi frequenta la quinta ha sfilato dagli istituti scolastici fino a piazza Martiri, dove il corteo si è sciolto.

«Siamo a manifestare contro la disorganizzazione dell’esame di quinta - spiegano i rappresentanti degli studenti - Il nuovo Ministertero è incapace di organizzarlo in maniera degna. Siamo a marzo e non sappiamo ancora precisamente come si svolgerà l’orale. Sappiamo solo che sarà più un quiz televisivo che un esame di maturità».

«Inoltre, siamo contro l’introduzione della prova Invalsi per le quinte - continuano gli studenti di quinta - queste saranno inserite nel curriculum. Invece dovrebbero essere soltanto a fin statistici. Ci schieriamo anche contro il fatto che non c’è più la tesina che consentiva allo studente di esprimersi su un argomento. Una prova di conoscenza che poteva avvantaggiarlo. Per questo oggi siamo in piazza: siamo ragazzi soprattutto di quinta, ma anche di terza e quarta. L’esame, infatti, prima o poi lo dovranno fare tutti».

Le scuole da cui provengono i manifestanti sono: il liceo Fanti, l’Itis Da Vinci, il Vallauri e il Meucci. «Questo è un sciopero che riguarda solo Carpi, per ora, ma vorremmo che la protesta si estendesse - aggiungono gli organizzatori - Intendiamo coordinarci con studenti delle altre città. Fare sciopero anche in altre città attrae di più l’attenzione ». —

S.A.

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