«L’ho conosciuta 3 mesi fa»: le telefonate lo smentiscono
Un particolare importante non quadra nella sua versione: il 22enne ha raccontato di conoscere la ragazza 17enne da tre mesi, quando invece lei ha detto di conoscerlo da molto meno. E le indagini sui cellulari indicano che lei lo conosceva da poco: il traffico telefonico tra i due è di qualche settimana, non di mesi. Questa incongruenza mette in dubbio la ricostruzione del 22enne nigeriano accusato di violenza sessuale ai danni di una minorenne e potrebbe essere la motivazione che ha spinto il gip a convalidare l'arresto con la misura cautelare del carcere. La prova che tra i due ci sia stato un rapporto sessuale arriva dal referto medico ospedaliero: la visita ginecologica conferma quanto da lei raccontato. Lui stesso avrebbe ammesso in sede di interrogatorio di garanzia di aver avuto il rapporto. Ma ha negato che fosse frutto di violenza sessuale. Lei, al contrario, ribadisce che le è stata usata violenza.
La vicenda della minorenne violentata in un alloggio per stranieri in via Fregni sta prendendo strade opposte. Da un lato la ragazza sostiene di essere finita a un incontro-trappola finito con uno stupro. Ha raccontato di aver conosciuto quel ragazzo anche lui nigeriano alla fermato dell'autobus e di aver fatto amicizia con lui. Si sono scambiati i riferimenti sui social e i numeri di telefono. Tra i due in effetti telefonate e contatti ci sono stati. Finché lei ha raccontato di essere stata contattata da lui per un lavoro, dato che lo cercava. E che una volta recatasi a casa di lui, il suo presunto amico l'avrebbe violentata. Poi sarebbe scappata e una volta uscita in strada avrebbe gridato aiuto attirando l'attenzione del vicinato che ha chiamato la polizia, intervenuta in pochi minuti. Gli agenti hanno soccorso la ragazza sconvolta, portandola in ospedale per una visita, e poi fermando il ragazzo e portandolo in questura.
A questo punto, con l'interrogatorio di garanzia durante la convalida in carcere il giovane avrebbe raccontato una sua versione estremamente diversa. Ha detto di conoscerla da tre mesi (fatto come detto che non combacia coi dati dei tabulati telefonici). Tra loro ci sarebbe stata simpatia e forse qualcosa di più. Fatto sta che l'avrebbe contattata quando sulla sua pagina Facebook ha trovato una pubblicità di un'agenzia che cercava personale da assumere per le pulizie. Nella telefonata, le ha detto che voleva incontrarla per spiegare i dettagli di questa offerta di lavoro e di portare un curriculum. E quando lei è entrata nel suo alloggio dove abitano altri 4 immigrati, si sarebbero lasciati andare a un rapporto sessuale. Un rapporto del tutto consenziente, ha sottolineato. Dopodiché lei avrebbe ricevuto una telefonata da un amico con il quale si sarebbe lasciato andare a espressioni dolci e amorose, facendolo arrabbiare. E quando è scesa in strada, la ragazza ha richiamato lo sconosciuto. A quel punto ha perso le staffe. Lei si è messa a gridare aiuto accusandolo di violenza. Il pm Claudia Natalini e ora il gip Paola Losavio hanno ritenuto credibile la versione della ragazza. L'indagine condotta dalla Squadra mobile della polizia continua. —
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