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LA STORIA 

Maria Grazia, scout e volontaria «In cammino per il futuro»

Laura Solieri

Educatrice in un doposcuola, la 31enne dedica le giornate agli amici dell’Agesci,  alla Consulta di Mirandola e alle attività dell’Avis sempre al servizio dei più deboli

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MIRANDOLA. Maria Grazia Rizzatti, 31 anni, di Mirandola, lavora come educatrice in un doposcuola, è scout ed è anche volontaria dell’Avis di Mirandola e della Consulta del Volontariato. «Il volontariato insegna ad avere un atteggiamento positivo, la gratuità, il donare, l’inclusione, la collaborazione, la capacità di dialogo che può essere tanto più efficace e ricco quanto più saremo in grado di creare ponti e non muri, come esorta spesso Papa Francesco – racconta con un sorriso Maria Grazia - La mia esperienza scout inizia nel lontano 1995, quando sono entrata nelle “coccinelle” e da lì non ho più smesso. L’avventura è proseguita con i campi di reparto, poi le route fino al momento della cosiddetta “partenza” in cui ho scelto di diventare un capo dell’associazione».

Ma la strada non era finita perché successivamente, come prevede il regolamento Agesci, Maria Grazia ha svolto due campi di formazione fino alla nomina a capo arrivata nel 2012, nomina che ha un riconoscimento internazionale. «Dopo aver fatto servizio attivo nelle varie unità, attualmente sono capo gruppo del mio gruppo scout Mirandola1, incarico che condivido con il mio partner associativo Matteo» dice Maria Grazia che da dicembre 2017 è anche segretaria della Consulta del volontariato mirandolese, «un incarico che è arrivato un po’ per caso e che mi ha permesso di conoscere delle belle persone con le quali condivido questa esperienza».

Nel corso di questi anni, grazie al volontariato Maria Grazia ha avuto l’occasione e la fortuna di incontrare diversi testimoni, sia religiosi sia laici, che hanno dedicato la loro vita al servizio del prossimo o a sensibilizzare con il loro operato su un determinato argomento (emarginazione, migranti, handicap, droga, accoglienza). «Ognuno di questi incontri – racconta - mi ha sempre lasciato tanti dubbi, domande a cui non sapevo dare immediatamente risposta ma comunque mi incoraggiavano a proseguire questo cammino. Tra i vari incontri che mi sono rimasti impressi posso citare le conferenze con Farhad Bitani, educatore afghano che si dedica alla promozione della pace e del dialogo interreligioso e interculturale; con Maurizio Iengo, dottore in scienze e tecniche psicologiche e animatore sociale; con Valentina Bazzani, una giovane giornalista veronese affetta da distrofia muscolare. Come esperienze di servizio invece ricordo, tra le tante, le giornate alla Caritas di Ostia e di Rimini, Mamma Nina e Ushac a Carpi, il soggiorno presso una casa famiglia a Bologna della comunità Papa Giovanni XXIII. Per quanto riguarda gli scout - conclude Maria Grazia - tutto è iniziato per gioco, poi crescendo ho scoperto, conosciuto e applicato il metodo educativo che sta alla base ma quello che mi fa andare avanti è una famosa frase del nostro fondatore Robert Baden Powell che dice “Cercate di lasciare questo mondo un po' migliore di come l'avete trovato”. Cerco di portare questo motto anche nelle svariate attività che organizza la Consulta per il territorio mirandolese, perché ogni iniziativa penso possa essere arricchente, un semino che potrebbe portare un frutto. Fare volontariato mi appassiona, l’impegno richiesto è tanto, il tempo è scarso, gli appuntamenti si moltiplicano ma l’essere sempre in cammino è l’aspetto che più mi avvince, che mi fa continuare a percorrere questa strada». —

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