Gronda e Soliera-Albareto: ecco la città agile di Cna
Quattro proposte per cambiare la difficile situazione della viabilità a Modena. A lanciarle, in vista del voto amministrativo di fine maggio, è l’associazione Cna, che propone «alcune riflessioni e idee su temi particolarmente importanti per Modena. Una sorta di progetto per la città che vorremmo nei prossimi anni - fa sapere l’associazione - e lo fa cominciando dalla Città agile: una città che si possa spostare in modo efficiente e sostenibile». Proposte che partono da una considerazione: la funzione baricentrica di Modena rispetto alla provincia, in modo particolare nei confronti dei comuni limitrofi. «Il censimento del 2011 - riprende Cna - parla di quasi 49mila persone che, ogni giorno, si spostano verso la città per studiare e lavorare, a fronte a quasi 12mila pendolari che viaggiano sulla direttrice opposta. Dunque, per far fronte ai crescenti bisogni di mobilità, e in un’ottica di sostenibilità dei trasporti, è chiaro che non è possibile pensare solo a nuove strade. D’altra parte, occorre avere ben presente che il trasporto individuale era, è, e continuerà ad essere essenziale per una comunità come quella modenese, ancora oggi basata su un modello economico manifatturiero». Per quanto riguarda le proposte, Cna ha individuato quattro azioni integrate che possono migliorare la congestionata situazione del traffico: la prima è la “gronda” da San Cesario a Modena parallela alla A1, la seconda è la creazione di un servizio ferro-tranviario che, partendo da “Gigetto”, arrivi fino a Carpi, la terza un efficientamento degli innesti di Nonantola e Panaria alla tangenziale in zona Torrazzi, la quarta la creazione di un’asse “Tav” o, in alternativa, di un bypass Soliera-Albareto. Partendo dalla “gronda”, l’associazione ribadisce «la necessità di individuare una soluzione agli annosi problemi sulla direttrice di accesso est-ovest, da e verso Modena. La criticità che insiste su via Emilia est e strada Vignolese non richiede nemmeno di essere motivata: basti solo ricordare che ogni giorno 10mila pendolari si recano Modena su questa palesemente obsoleta antica via romana. Si rende quindi necessario realizzare senza ritardi la già progettata Complanarina - aggiunge l’associazione - che si innesti alla complanare già esistente a Santa Maria del Mugnano, e completarla con una “gronda” che colleghi San Cesario all’ingresso della Complanarina stessa, con innesti funzionali e scorrevoli. Diverso il caso della direttrice nord-sud – incaza Cna - da questo punto di vista esiste già un’infrastruttura, la Modena-Sassuolo ferroviaria che, rimodulata e potenziata sino a Carpi, potrebbe rappresentare una valida alternativa al trasporto su gomma. La trasformazione di “Gigetto” in un moderno servizio ferro-tranviario, come accaduto in diverse città europee ed italiana (ultima Firenze) rappresenta un’opportunità forse unica riqualificazione per un’ampia parte del nostro territorio». —
L.G.
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