«I punti di ascolto a Italpizza? Una farsa per tutti i lavoratori»
«Una iniziativa che stride con le sanzioni dell’Ispettorato e con le discriminazioni attuate dalle coop appaltatrici»
Da una parte le proteste davanti all’azienda, dall’altra il ping pong di affermazioni, accuse, comunicati dei diversi contendenti: di certo la vicenda Italpizza non può annoiare, quasi ogni giorno regala novità, anche se la gravità di certe situazioni e la serietà dei problemi lavorativi connessi tendono più ad avvilire l’osservatore che a emozionarlo.
La giornata di ieri è stata caratterizzata da un intervento dell’azienda, che tende a sottolineare la propria disponibilità al dialogo con i sindacati, o almeno con alcune fra le sigle in campo, e da un comunicato di Flai Cgil, che critica, con una certa ironia, l’iniziativa dei cosiddetti “punti di ascolto” lanciati dalle cooperative appaltatrici che si occupano della lavorazione delle pizze a San Donnino.
«È comparsa sulla bacheca dei lavoratori in appalto in Italpizza - dice Flai Cgil - una comunicazione aziendale delle due società appaltatrici, Evologica e Cofamo, nella quale i circa 850 soci-lavoratori sono invitati a recarsi a un “punto d’ascolto” appositamente allestito per “migliorare la comunicazione e discutere di eventuali problematiche personali e lavorative legate alla gestione dei rapporti con le rispettive cooperative di appartenenza”. In sé per sé si tratta di una iniziativa sicuramente degna di considerazione, tuttavia ciò che stride e che le fa assumere i contorni della beffa, è che si inserisce in un pesante conflitto sindacale nel quale le cooperative sono state prima sanzionate dall’Ispettorato del Lavoro in materia di retribuzioni, contribuzioni e orari di lavoro, poi contestate dai lavoratori per discriminazione verso chi si iscrive a organizzazioni sindacali sgradite e infine accusate di non lasciare svolgere le assemblee sindacali sul luogo di lavoro e di scegliere unilateralmente i sindacati con cui contrattare. Un recente referendum organizzato dalla sola Uil Trasporti su un accordo sindacale che sanciva l’applicazione del contratto nazionale delle pulizie è stato sommerso di no e di schede di contestazione. A questo punto - aggiunge il sindacato - i lavoratori in appalto di Italpizza sono i più ascoltati della storia e ci si può chiedere cosa abbiano ancora da dire, forse che con la busta paga non arrivano a fine mese o che essere sempre a disposizione dell’azienda rende la vita un po’ dura oppure che hanno paura di essere cambiati di mansione, trasferiti o licenziati se esprimono liberamente le loro opinioni». —
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