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La ricetta di Prampolini «Abolire le rette dei nidi Modena va rilanciata»

Luca Gardinale
La ricetta di Prampolini «Abolire le rette dei nidi Modena va rilanciata»

Il candidato sindaco del centrodestra ieri in redazione per presentare le sue idee «Sicurezza e immigrazione incontrollata vanno di pari passo: il problema esiste»

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Di avventura non vuole sentir parlare: al limite di “percorso”. Un percorso partito l’estate scorsa, quando «gli amici della Lega - ricorda rivendicando il suo status di “civico” senza tessere di partito in tasca ma con un passato politico - mi hanno chiesto di correre come candidato sindaco».

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E a quella proposta ci ha pensato un po’, prima di arrivare a un “sì” che ora lo vede impegnato in prima persona nella sfida al Pd di Gian Carlo Muzzarelli. Stefano Prampolini, commercialista modenese e candidato sindaco del centrodestra (sostenuto da una coalizione formata da Lega, Forza Italia, Fdi e dalla lista civica “Siamo Modena”) - ieri ha illustrato dalla redazione della Gazzetta la sua idea della città per i prossimi cinque anni.

Prampolini, qual è la sua storia politica?

«Sono stato segretario della Lega nord nei primissimi anni ’90, e poi consigliere comunale nella seconda metà dello stesso decennio, mentre oggi non sono iscritto ad alcun partito. Ho però mantenuto i rapporti con alcune persone che oggi militano nella Lega: proprio da queste persone, nell’estate scorsa, è arrivata la proposta della candidatura. Quindi, dopo aver riflettuto con la mia famiglia e con le persone che lavorano in studio con me, ho dato piena disponibilità, mettendo così a disposizione la mia esperienza “aziendale” per una nuova amministrazione della città».

Quali sono i suoi punti di forza nella sfida al Pd?

«Il mio mantra è “competenza, non appartenenza”: non avendo alcuna struttura politica da “premiare” dopo le elezioni, sarò libero di fare le scelte migliori per la città. Una città amministrata da 70 anni dallo stesso partito, che ha creato una fitta trama di interessi che di fatto ha bloccato l’operatività di Modena. In questi anni, l’appartenenza politica ha condizionato scelte politiche e incarichi, mentre io metterò la competenza al centro, senza farmi condizionare dal partito che le persone hanno votato cinque o dieci anni fa. Del resto, se devo essere operato, non sceglierò di certo un medico perché è politicamente vicino a me, ma semplicemente perché è un bravo chirurgo».

Passiamo alle vostre proposte: sabato scorso ha fatto parlare l’idea di trasformare piazza Roma in “piazza degli Estensi”…

«Non si è trattato di un’operazione provocatoria, ma di un’idea di cui abbiamo discusso con il comitato elettorale. Del resto, un’operazione di questo tipo è già stata fatta in passato dal sindaco Barbolini, che ha chiamato “ducali” i giardini pubblici. E noi siamo convinti che Modena, che è stata capitale per secoli, possa vedere riconosciuta la sua storia senza peccare di nostalgia e senza il bisogno di tirare in ballo sudditi o principi, come ha fatto Muzzarelli. E poi, se proprio si vuole tirare in ballo la nostalgia, il nome “Roma” è retaggio delle imposizioni del Ventennio, anche se non credo che chi oggi difende l’attuale nome della piazza abbia nostalgie del genere…».

Al centro del vostro programma c’è la sicurezza: cosa può fare un Comune per migliorare la situazione?

«La sicurezza è stata trascurata da tutte amministrazioni precedenti, tanto che oggi tutti i modenesi hanno un furto, uno scippo, una tentata truffa o addirittura una rapina alle spalle. Una cosa va detta senza troppi giri di parole: la problematica della sicurezza va di pari passo con l’immigrazione incontrollata, e il binomio è stato tenuto sotto le ceneri per motivi politici fino a quando il problema non è esploso. Detto questo, un Comune può migliorare l’organizzazione e l’integrazione delle forze dell’ordine, e fare tante altre piccole cose come migliorare l’illuminazione pubblica, sulla quale ultimamente si è risparmiato, ignorando il fatto che dove c’è buio fiorisce anche la criminalità».

Un’altra questione centrale è il welfare. Qualche proposta?

«Uno dei problemi di Modena, come ricorda spesso il sindaco Muzzarelli, è la bassa natalità, ma come possiamo pensare di incentivarla se gli asili nido hanno rette così alte? Per questo, tra i miei obiettivi c’è quello di offrire i nidi gratuiti: le famiglie sono quelle che creano le nuove generazioni, e noi dobbiamo aiutarle in tutti i modi. E’ un’operazione che stanno facendo in Friuli, e anche noi vogliamo farlo: non possiamo chiedere a tanti giovani genitori di sacrificare il lavoro o di pagare rette inaffrontabili».

Passando alle cose che funzionano, sul settore turismo sono emersi dati positivi…

«È vero, ma bisogna anche tener conto che c’è differenza tra turismo giornaliero e persone che si fermano a Modena la notte. Il nostro obiettivo, dunque, dev’essere quello di partire dai dati positivi, facendo capire ai turisti che la nostra è una città che merita di essere vissuta per almeno 48 ore. E per farlo bisogna potenziare il brand Modena, che non è solo Motor valley, ma anche cultura, gastronomia e tanto altro. E la proposta di avere una “piazza degli Estensi” va proprio in quella direzione: quello legato a Modena potrebbe essere un brand potentissimo». —


 

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