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l’intervista 

Ricostruzione a Mirandola Mude autorizzati a quota 95%

Serena Fregni
Ricostruzione a Mirandola Mude autorizzati a quota 95%

L’assessore Ganzerli, candidato del centrosinistra, svela i piani post terremoto «Siamo in dirittura d’arrivo sia per le ordinanze dei privati che per le aziende» 

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Si viaggia spediti verso i 450 milioni di contributi per la ricostruzione delle abitazioni rese inagibili dal terremoto. Il Comune parla di un 95% di domande autorizzate sulla piattaforma Mude che si declinano con 1080 ordinanze emesse sulle 1135 domande accettate. Per quanto riguarda il centro storico invece i contributi concessi arrivano a oltre 136 milioni per 255 ordinanze emesse pari al 93,8% delle 272 domande accettate.

Roberto Ganzerli, assessore all’Urbanistica e candidato sindaco del centrosinistra con le liste “Il futuro per Mirandola”, “Più Mirandola”, Pd, “Sinistra Civica”, assicura il raggiungimento del 100% ma ci vorrà ancora un po’ di tempo.

Assessore, ad oggi siete al 95%, qual è la situazione del Comune?

«Per la ricostruzione delle aziende abbiamo l’ultima decina di progetti da verificare ma siamo in conclusione. Anche sull’abitativo siamo verso il termine ultimo, i cantieri stanno continuando e le lungaggini sono in gran parte imputabili agli imprevisti. Cito, ad esempio, la scoperta di una falda acquifera che ha imposto il rifacimento di un progetto. Ci sono situazioni che non hanno nulla a che vedere con la parte burocratica e amministrativa ma riguardano la parte logistica del cantiere».

Per quanto riguarda invece le opere pubbliche?

«Quelle sono state messe in coda rispetto alle scuole e abitazioni private. Attualmente siamo in fase progettuale, alla quale seguirà poi il bando per opere come il teatro e il municipio. Inoltre ci stiamo occupando anche del castello».

Tra le novità c’è la riqualificazione dell’ ex liceo Pico, di cosa si tratta?

«Abbiamo in programma una biblioteca multimediale di 4mila metri quadrati, aperta sette giorni su sette che diventerà il centro di tante attività e iniziative. Il cantiere è appena partito e siamo convinti che diventerà un bellissimo polo multimediale. Uno spazio dove si potranno trovare gli strumenti di lavoro molto importanti e un punto di aggregazione per tutta la città. La nostra scommessa è anche quella di ricostruire mettendo funzioni nuove nel centro storico».

Come è invece la situazione in centro storico?

«Ci stiamo lavorando, è un’area che ha ancora una sua attrattività e tanti, con le loro attività, sono già tornati. Prima del terremoto ce n’erano circa 290 e a oggi siamo risaliti a 270: in molti hanno scelto di tornare e ci fa molto piacere. Stiamo inoltre progettando una pianificazione strategica che parte dall’analisi molto approfondita dello stato attuale del centro storico per dare delle risposte che si ispirano a città simili a noi che hanno adottato forme innovative per rilanciare la parte nevralgica. A questo si affiancano azioni inedite che possiamo realizzare solo a fronte di un centro con una fisionomia ormai definita. Prima avevamo cantieri più invasivi mentre ora siamo pronti per un piano marketing che presenteremo a breve». —

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