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Traffico di anabolizzanti I due arrestati dal Gip

D.M.

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SERRAmazzoni. Compariranno stamattina davanti al gip Eleonora Pirillo i due modenesi finiti nella rete dell’Operazione “Calamaio” condotta dai carabinieri del comando per la Tutela della Salute di Roma, che li hanno arrestati (in collaborazione con i militari delle stazioni locali) nella notte tra martedì e mercoledì con l’accusa di essere coinvolti in un traffico internazionale di anabolizzanti e altre sostanze pericolose e vietate, smerciate online.

Com’è noto, si tratta del bodybuilder 37enne Andrea Roca di Selva (Serramazzoni) e del 58enne Erio Cadeggianini di Polinago (dove è poco conosciuto: si è trasferito da meno di un anno).

L’interrogatorio di garanzia verrà svolto dal giudice modenese in rogatoria, per conto della Procura di Enna titolare dell’indagine che ha portato ad undici arresti in tutta Italia e al sequestro di 18mila confezioni di sostanze dopanti, tra cui 300 flaconi di nandrolone, per un valore complessivo di circa un milione. È probabile che i due, tramite i loro legali, chiedano un alleviamento della misura di custodia cautelare che li ha portati al carcere di Sant’Anna, dove peraltro si trovano con divieto assoluto di vedersi l’uno con l’altro.

A quanto si è appreso, non tanto per timore che concordino versioni particolari sull’accaduto, quando per prevenire eventuali liti. Dopo lo choc dell’arresto infatti, il clima tra i due non è buonissimo. Da quanto finora appreso, la posizione di Roca sarebbe quella più grave: è accusato infatti di aver materialmente smistato sostanze dopanti tramite il commercio web, coprendosi con un nickname.

Cadeggianini, invece, avrebbe svolto un ruolo di prestanome in quanto è risultato titolare formale di una carta Postepay in cui finivano i pagamenti di cui però beneficiavano altri - o soprattutto altri, questo sarà da stabilire - per acquistare le sostanze proibite. —

D.M.

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