Un’unica card per i musei che unisce Modena alla Ferrari
Nuove idee per continuare a far crescere il turismo nonostante non manchino alcune difficoltà: «Troppa referenzialità e più investimenti sul marchio Pavarotti»
Modena sta lavorando per arrivare, a breve, a una “card turistica” che metta insieme l’offerta museale di città e provincia, compresi i musei Ferrari di Modena e Maranello. Questi ultimi sono tra i luoghi maggiormente visitati in Italia, con il mezzo milione e oltre di biglietti staccati, e dunque sarebbe un “colpaccio” per integrare la crescita esponenziale del turismo che in quattro anni è cresciuto sotto la Ghirlandina di poco meno del 50%.
L’ipotesi del biglietto unico, sulla quale sta lavorando il Comune in queste settimane, è emersa tra le richieste principali effettuate da chi si occupa di turismo a Modena e rese note attraverso una recente e approfondita indagine scientifica commissionata dalla Camera di Commercio all’agenzia Mailander.
Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore al turismo Carla Ludovica Ferrari, intervenuti ieri al convegno “Modena e provincia: il turismo è realtà”, per ora non hanno fatto annunci e si sono limitati a parlare degli importanti numeri cresciuti dall’Expo 2015 in poi.
L’assessore Ferrari, in particolare, ha annunciato: “Faremo presto il primo “Piano per Modena Città turistica” visto che i tanti visitatori in più si vedono, basta girare per la città. Ce lo confermano anche i commercianti, dunque è arrivato il tempo delle scelte nette partendo dall’assunto che noi non cerchiamo il turista mordi e fuggi, quello che butta la cartaccia».
La ricerca di Mailander, in ogni caso, parla per Modena di potenzialità ancora largamente inespresse. Al fianco, ma questa era facile prevederla, situazione positiva del “marchio” Modena relativamente ai comparti enogastronomico, lirico e motoristico, la ricerca evidenzia infatti le “debolezze” e le mancanze. I tanti intervistati hanno puntato il dito soprattutto contro la “governance” della gestione culturale e turistica cittadina: «Serve, spiega chi lavora in questi settori, una maggiore trasparenza, una più forte sinergia e soprattutto un cambio di mentalità e minore autoreferenzialità».
Ci sono altre richieste dagli operatori. In particolare in un territorio che dispone anche del “marchio” Pavarotti si chiede di aumentarne i flussi legati al nome del grande tenore. Nonché un miglioramento in qualità e quantità dei servizi alberghieri che, per contro, sono invece largamente promossi dai principali portali di prenotazione online. Ora arriva un altro evento che, salvo rivoluzioni, dovrebbe proseguire nei prossimi anni: il “Motor Valley Fest” di maggio, durante il quale verrà presentata una ricerca della Camera di Commercio sull’attrazione dei motori nella nostra città. Facile prevedere, visti appunto i numeri dei musei Mef e Ferrari di Maranello, che si parlerà di impatto positivo. —
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